lunedì 6 luglio 2020

#Libri - 'Un'insolita Mary' un sequel variazione di 'Orgoglio e pregiudizio' firmato S. M. Klassen

Un’insolita Mary
(Le avventure di Miss Mary Bennet #04)
di S. M. Klassen

Dati tecnici:
Titolo originale: Mary, Mary not so ordinary
Traduttrice: Maria Elena Salvatore
Casa Editrice: Vintage Editore
Collana: Variazioni n. 1
Pagine: 511
Anno: 2013 (in Italia dal 2020)
Genere: sequel variazione di Orgoglio e Pregiudizio


Trama: Derbyshire, Inghilterra. Febbraio – maggio 1813.
Jane ed Elizabeth Bennet si sono appena sposate rispettivamente con Mr Bingley e Mr Darcy e la maggiore delle sorelle Bennet rimasta a casa diventa Mary, da tutti conosciuta come una ragazza riservata, dalla conversazione noiosa e bacchettona, sempre immersa in letture edificanti.
Ma la realtà che si nasconde dietro a questi comportamenti di Mary è ben diversa dall’apparenza. La giovane, infatti, ha sempre temuto l’entusiasmo della madre e la sua volontà di combinare matrimoni a tutte e cinque le figlie in maniera rapida (determinazione comprensibile sapendo le difficoltà economiche in cui avrebbe versato la famiglia al momento della morte di Mr Bennet). Con audacia e fermezza, Mary decide di esprimere con maggior forza il proprio io e dimostrarsi infine colta ma non pomposa, riservata ma non bisbetica, ritrosa ma non astiosa. E nell’arco di pochi giorni i signori Bennet si ritrovano davanti una nuova Mary, che coltiva il sogno segreto di non sposarsi mai (incredula di poter contrarre un matrimonio d’amore vorrebbe essere libera e magari diventare scrittrice).
Tutto cambia quando Mary viene invitata da Elizabeth di ritorno dal viaggio di nozze per farle visita a Pemberley, per fare da compagnia a Georgiana, la cui istitutrice è dovuta andare a casa per motivi di famiglia.
Tra balli, passeggiate nei parchi, gotici rapimenti e letture segrete, Mary si accorge infine che…



Copertina in lingua inglese

Commento: Un’insolita Mary di S.M. Klassen è il primo volume della trilogia Le avventure di Miss Mary Bennet e il primo volume della collana Variazioni della neonata Vintage Editore, casa editrice sorta con il desiderio di riproporre sia libri sequel/spin-off/midquel/etc. dei grandi classici che pubblicare libri dimenticati di autori del passato (in programma, ovviamente, c'è la traduzione anche degli altri due volumi).
Come avrete capito questo libro è un seguito immaginario di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, con protagonista Miss Mary Bennet, la terzogenita di casa Bennet. Avevo già letto un libro incentrato su Mary (L’indipendenza della signorina Bennet di Colleen McCullough del 2008) e tra i due devo dire che questo della Klassen mi è piaciuto molto di più, perché assai più rispettoso dei personaggi originali della Austen.
L’edizione italiana si apre con una prefazione della traduttrice Maria Elena Salvatore che racconta come ci siano resistenze diverse nei confronti dei sequel di romanzi immortali come Orgoglio e Pregiudizio o Jane Eyre e che vi siano lettori assolutamente contrari ed altri disposti a leggere qualsiasi cosa pur di ritrovare gli amati personaggi. E poi vi sono le vie di mezzo (in cui io mi rispecchio): ovvero che un romanzo deve essere rispettoso dell’originale. Riprendere i personaggi e l’atmosfera così come l’ha raccontata l’autore ed accompagnare i personaggi verso altre storie che non siano dissonanti con l’intento di chi li ha creati.
Su questo davvero non transigo.
Non volendo citare per l’ennesima volta lo scandaloso La bambinaia francese (che ha osato gettare fango su ogni pagina di Jane Eyre), torno a L’indipendenza della signorina Bennet sopra citato. Ebbene quello, sebbene scritto da una scrittrice celebre come la McCullough – autrice di Uccelli di Rovo – è assolutamente in contrasto con tutto quello creato da Jane Austen (Bingley è uno schiavista che tradisce Jane, Lydia diventa un’alcolizzata, etc.). Un’insolita Mary, viceversa, dimostra un grande amore dell’autrice nei confronti di Orgoglio e Pregiudizio e quasi un pudore per non invadere troppo le atmosfere originali, pur mettendo qualcosa di proprio. E nel leggerlo verrebbe quasi di dire: “Beh, in effetti sarebbe potuto andare così…”.
Inoltre, posso aggiungere che nella lettura mi sembrava di vedere gli attori dello sceneggiato del 1995 come se la Klassen avesse loro in mente mentre scriveva.
L’unico punto che non ho trovato troppo inerente a Jane Austen è stata la vena di troppo femminismo ante-litteram latente nei personaggi, in special modo in Georgiana (alla fine chiede e ottiene al fratello di fare lezioni di pugilato! No, questo no, per favore…). E sarebbe stato più bello riuscire a far fiorire Mary Bennet senza farle fare un giro a 180° sulla sua personalità ma riuscendo a creare un personaggio attraente anche con le caratteristiche che Jane Austen le aveva dato. Una sfida difficile, ma possibile.





Mary Bennet nel film del 1940 (interpretata da Marsha Hunt), nello sceneggiato BBC del 1995 (Lucy Briers) e nel film del 2005 (Talulah Riley)


Traducendo Un’insolita Mary:
Dopo la lettura ho avuto la possibilità di parlare con Maria Elena Salvatore, la traduttrice, che ho la fortuna di conoscere.
Sapendo bene la sua grande passione per Miss Austen, ho immaginato la gioia che abbia provato quando le è stata assegnata questa importante impresa (è la sua prima traduzione e caspita, c’è da farle i complimenti perché il lavoro è davvero fatto di fino).
Non ho potuto evitare di chiederle cosa abbia provato durante questo viaggio nel mondo di Jane Austen, anche perché il punto forte della sua traduzione è stato proprio il fatto che è evidente che chi traduceva conosceva perfettamente l’argomento e quindi coglieva ogni dettaglio o ogni minimo riferimento (quante volte ultimamente si affidano traduzioni a persone che non hanno idea dell’originale o dell’antefatto della storia di cui devono scrivere): “Da vera appassionata di Jane Austen, aver avuto la possibilità di tradurre un sequel variazione è stata in primis un’ottima scusa per rileggere ancora una volta la mia copia ormai logora di Orgoglio e Pregiudizio! Come accennavo nella mia introduzione a Un’insolita Mary, il tema delle variazioni è delicato e non sempre ben accetto. La differenza fondamentale risiede nella qualità di una variazione in termini di pertinenza e rispetto del romanzo d’origine e, nel caso di Mary è così. Questo ha reso la traduzione non solo un piacere, ma anche una sfida nel cercare di trasportare in un’altra lingua, l’accuratezza nei dettagli che ha dimostrato l’autrice. E ovviamente, per poterlo fare, la conoscenza approfondita dei personaggi e delle ambientazioni del romanzo d’origine, è fondamentale anche da parte di chi traduce. Ma tradurre il testo non è mai il lavoro finito. Per raggiungere un risultato quanto più possibile ottimale, fondamentale è il lavoro di revisione che c'è  dopo: è lì, in quella fase che avviene il vero ‘miracolo’, quando un testo diventa un romanzo. Il merito della buona riuscita di un libro è legato ad un lavoro di squadra in cui la Vintage Editore pone il traduttore non come membro marginale, bensì come perno di congiunzione, e questo è tutt’altro che scontato.
“Mary per me ha rappresentato sia la gioia dell’esordio da traduttrice con un romanzo legato alla mia amatissima Austen, sia la possibilità di essere accolta in una realtà editoriale come la Vintage che dà ai traduttori il giusto rilievo e una grande possibilità formativa”.

La Vintage Editore:
Nella postfazione l’editore sottolinea che la linea che chiede “ai traduttori è di essere fedeli allo spirito più che alla lettera”.
Bravi, complimenti!
A volte per restare fedeli ad una traduzione letterale si rischia di non riuscire a comunicare pienamente le intenzioni dell’autrice.
E non lo dico solo io. Anche la maestra italiana dei romanzi period, Anna Luisa Zazo, aveva una classe innata in questo. Ed era questo che la rendeva così perfetta.



Un romanzo al tempo del Covid:
Non si può negare che Un’insolita Mary sia un romanzo fortemente legato al Covid19.
Programmato per uscire in pompa magna nella primavera 2020 (non oso immaginare gli sforzi economici, i progetti, i sogni), si è ritrovato ad andare in stampa in un periodo assai difficile per l’editoria, con l’impossibilità di fare presentazioni, lanci (se non telematici) ed incontri.
Una brutta mazzata per una casa editrice alle prime esperienze. Ma non si sono tirati indietro e hanno continuano la loro avventura.
Bravi!
Il tutto legato curiosamente ad alcune pagine del romanzo in cui Kitty (la quartogenita Bennet) è colpita da una forte influenza, che costringe tutta la famiglia in quarantena per evitare il contagio con i parenti. E’ strano leggere come questa quarantena sia vissuta dai personaggi mentre io stessa che leggevo ne avevo appena vissuta una, ma ai tempi nostri.
E quindi si può vedere anziché videochiamate o messaggi al cellulare, valletti che portano lettere e aspettano risposte, attese e solitudine che rende famiglie separate anche se distanti poche miglia…

Complessivamente si tratta di un libro immancabile nella biblioteca di tutti coloro che amano Jane Austen e non vorrebbero mai separarsi dai suoi personaggi.

Letto: 29 maggio – 28 giugno 2020

Voto: 7 ½ al libro, 8 alla traduzione, 8 alla copertina di Marilena Imparato (ma quanto è carina!), 9 al titolo originale, 10 alla Vintage Editore per l’intuizione di queste collane, per la forza e il coraggio.

Stelle mozzafiato: ****

Recensione in arrivo: Un principe errante di della Baronessa Emma Orczy

3 commenti:

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  2. Bellissima recensione. L'illustrazione di copertina sarebbe opera mia 😊

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    1. Correggo subito! Scusa l'errore.

      PS Sono felice che ti sia piaciuta la recensione <3

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