mercoledì 12 aprile 2023

Intervista Esclusiva - Cecilia Vallardi racconta come è stato tradurre 'Una ragazza adorabile' di Georgette Heyer (intervista in esclusiva)

di Diletta Nicastro

Il 14 aprile esce in tutte le librerie Una ragazza adorabile di Georgette Heyer, considerato uno dei migliori regency della scrittrice di Wimbledon. Pubblicato in Gran Bretagna nel 1944 e arrivato in Italia nel 1988 con il titolo Una ragazza perbene, torna finalmente sugli scaffali con una traduzione nuova e molto più brillante rispetto alla precedente grazie ad Astoria Edizioni.
Ad affrontare il compito della nuova traduzione è Cecilia Vallardi, che per Astoria aveva già superato brillantemente la difficile impresa di tradurre L’erede misterioso (arrivato dopo Frederica e La vedova riluttante).


In vista dell’uscita del libro abbiamo contattato Cecilia e ci siamo fatti raccontare qualche anticipazione e qualche aneddoto. Partiamo dal titolo, che in inglese è Friday’s child. Quale è il significato di ‘Bambino del venerdì’ e per quale motivo?
Friday’s Child è tratto da una nursery rhyme intitolata Monday’s Child, una filastrocca inglese per bambini, che parla dei caratteri dei bimbi nati nei vari giorni della settimana. Friday’s Child, il bambino nato di venerdì, secondo la filastrocca (che tra l’altro viene citata nel testo), è ‘caring and giving’, ovvero premuroso, attento agli altri e generoso, proprio come la dolce Hero”. 

Monday's Child

Una ragazza adorabile è un romanzo con una grande vena di ironia. E’ stato difficile riportare lo humor inglese in italiano?
“Non ho incontrato particolari difficoltà, devo dire, perché lo humor della Heyer più che basarsi su giochi di parole o costruzioni linguistiche che possono perdere mordente nella traduzione, pervade il testo in modo impalpabile e tuttavia inequivocabile. Ormai posso dire di conoscerla, anche perché da ragazzina, molto prima di cominciare a tradurla, ero una lettrice appassionata dei suoi romanzi… è come un’amica di vecchia data di cui conosci lo spirito!”.
 
Complessivamente hai ritrovato lo stile degli altri romanzi della Heyer? 
“Sì, decisamente, sia come ironia sia come accuratezza dell’ambientazione e costruzione dei caratteri”.

 
Come sempre nei libri della Heyer ci sono molti riferimenti all’epoca in cui si svolge. Quali richiami hai trovato più interessanti? 
“Questa volta parte della trama si svolge a Bath, quindi mi sono dedicata alla ricostruzione della vita nella città termale in cui l’aristocrazia inglese andava a ‘passare le acque’, nella Pump Room o si svagava tra balli e ricevimenti nelle Lower Assembly Rooms. E poi naturalmente ci sono le accurate descrizione dell’abbigliamento dei protagonisti, descritto con tanta precisione da dare quasi al lettore la sensazione di poter toccare la stoffa degli indumenti o di veder risplendere gli stivali amorevolmente lucidati dai camerieri personali dei gentiluomini”.
 
Nel libro Il mondo privato di Georgette Heyer di Jane Aiken Hodge si dice che Una ragazza adorabile fosse il romanzo preferito dell’autrice. Secondo te quali particolarità lo distinguono dagli altri? 
“Secondo me Una ragazza adorabile combina in modo particolarmente riuscito tutte le caratteristiche proprie dell’autrice: personaggi accattivanti anche nella loro imperfezione, comprimari deliziosamente caratterizzati e spesso inconsapevolmente spassosi, l’ambientazione nel ton più raffinato, con la sua educazione formale e le sue norme non scritte di comportamento, un’eroina fresca e spontanea e un protagonista maschile, Sherry, o meglio lord Sheringham, decisamente poco a suo agio nel ruolo del marito perfetto. Se a questo uniamo dialoghi brillanti e ironici, si capisce perché in questo romanzo abbiamo Georgette Heyer al suo meglio!”.


Ci sono aneddoti o curiosità legate alla traduzione di Una ragazza adorabile
“Potrei citare le risate che si è fatta la sottoscritta traducendo i dialoghi che hanno come protagonista Ferdy Fakenham… a parte gli scherzi è stata un’altra bellissima avventura, che mi ha permesso di calarmi ancora una volta nel mondo della Reggenza e dei suoi indimenticabili personaggi. Ecco, una curiosità che ho imparato traducendo questo libro è l’esistenza dei tiger, giovani staffieri in livrea che stavano seduti appollaiati sul retro dei veicoli del padrone, pronti a balzare giù per tenere i cavalli durante le soste. Per garantire l’equilibrio del veicolo era importante che il tiger fosse leggero e agilissimo”. 


Il tiger

Se posso chiederlo, quale sarà il prossimo titolo che Astoria pubblicherà della Heyer? 
“Mi dispiace ma non lo so. Non ho dubbi però che sarà senz’altro bellissimo come tutti i libri della scrittrice!”.

Nell’attesa di scoprire quale altro prezioso dono ci farà Astoria (io personalmente spero in A civil contract, anch’esso pubblicato in Italia solo più di trent’anni fa con una traduzione molto spenta), ringraziamo di cuore Cecilia per la piacevole chiacchierata e ci accingiamo, appena arriverà, a leggere il desideratissimo Una ragazza adorabile.

Nessun commento:

Posta un commento