giovedì 10 ottobre 2019

Victoria 3, una stagione meravigliosa tra Cartismo, balli a corte e la Grande Esposizione


ROMA (10 ottobre 2019) - Si è da poco conclusa su LaEffe la terza stagione di Victoria period drama firmato ITV che narra la vita della giovane regina al fianco del principe Albert tra il 1849 e il 1851 circa (le date sono un po' aleatorie perché in realtà non sono mai specificate nel corso delle puntate e si intuiscono per gli eventi narrati). Ancora una volta l'ho trovato molto stimolante e confezionato in maniera magistrale e apprendo con estremo rammarico che la quarta stagione, sebbene in programma, non sia stata ancora confermata da ITV (il che significa che per vederla bisognerà aspettare molto tempo).


Come al solito Daisy Goodwin, la creatrice della serie, si prende molte libertà rispetto alla storia originale, a partire da un allontanamento nella coppia reale che spinge i protagonisti a vivere quasi vite separate. Emblematico, ad esempio, il gran ballo in stile Georgiano avvenuto il 10 giugno 1845 (anche se nello sceneggiato è collocato temporalmente qualche anno dopo) al cui termine il Principe Albert ammette a Victoria di non essere più in grado di amarla. Victoria rimane sconvolta da questa rivelazione e tenterà di riconquistare il cuore del consorte. Nella realtà il ballo rimase custodito nel cuore della regina come un ricordo prezioso, come scrisse nel suo diario, e mal si accordano quelle parole con la sceneggiatura della Goodwin.


Gli alti...
Tra le novità della terza stagione ho apprezzato moltissimo il personaggio di Palmerston, il ministro degli Esteri, interpretato magistralmente da Laurence Fox (terzogenito dell'attore James Fox), che riesce a renderlo simpatico e insopportabile contemporaneamente.
In un'intervista a Radio Times l'attore racconta che aveva "iniziato a rappresentarlo più sulle retrovie, ma che la Goodwin ha spinto a interpretarlo più come Boris Johnson", a cui Fox ha aggiunto "anche un po' di Willy Wonka". Il risultato è magistrale e si è lieti al pensiero che Fox tornerà sicuramente nelle prossime stagioni, perché sebbene la serie si concluda con le sue dimissioni da ministro, la storia ci ricorda che presto egli diventerà Primo Ministro. E se ne vedranno delle belle.



Molto interessanti tutti gli approfondimenti politici (anche se a volte tracciati con mano troppo rapida) a partire dal movimento del Cartismo nel 1848 (temporalmente collocato prima del Ballo Georgiano) che rischiava di risvegliare una rivoluzione anche nella granitica Gran Bretagna.
Nella serie si nota una grande partecipazione all'argomento da parte della Regina Victoria, che porterà ai primi screzi con il Principe Albert, che avrebbe voluto rimanere più a lungo ad Osborne House, mentre la Regina si affretta a tornare a Londra. Anche qui nella realtà i fatti sono andati in maniera differente. Osborne House, infatti, era il nido d'amore di Victoria e Albert e qui passavano il più tempo possibile. Al momento del ritorno a Londra dopo la rivolta cartista Victoria scriverà al suo diario "Sono molto dispiaciuta che questo sia il nostro ultimo giorno qui, dove nella pace e nella tranquillità a volte possiamo dimenticare per un momento tutto ciò che è passato e sta passando". 


Assai affascinante anche la ricostruzione della nascita della Grande Esposizione del 1851. Al giorno d'oggi siamo tutti informati sul successo dell'idea e sulla straordinaria potenzialità che questo immenso convegno ha creato. Ma io personalmente non sapevo della difficoltà nel realizzarlo (che bello anche l'accenno alla ninfea Victoria Amazzonica) e dal contrasto per mezzo stampa.


La Victoria Amazonica, scoperta dal mondo occidentale nel 1801 e così chiamata nel 1837

... e i bassi
Nel cantare le meraviglie di questo sceneggiato non posso non citare anche gli aspetti meno piacevoli. In primo luogo, quello che complessivamente ho trovato assai noioso e estraneo al prodotto è la love story degna di una soap opera tra Sophie, duchessa di Monmouth (Lily Travers) e il valletto Joseph (David Burnett).
Sebbene la Travers tenga a precisare che la sua storia, seppur totalmente inventata, abbia comunque delle basi concrete sulla vicenda di Caroline Norton (vittima di maltrattamenti dal marito e che chiese ed ottenne aiuto dalla Regina), d'altra parte è indubbio che la storia d'amore tra i due sia zuccherosa e priva di mordente (e assurda, soprattutto nella scena in cui si appartano per una focosa ora d'amore durante il Ballo Georgiano!).


D'altra parte mi è dispiaciuto molto la morte della povera Skerret (Nell Hudson), che tuttavia ha dichiarato che fin da subito si era aspettata che il suo personaggio avrebbe avuto un finale drammatico (efficace tuttavia il modo in cui è stato inserito, con la contrazione da parte della giovane sposina del colera). 
Al suo posto a curare la toletta della Regina è arrivata Abigail Turner (Sabrina Bartlett, già vista in Poldark), che però non è riuscita a bucare come la Hudson. Da vedere se il personaggio sarà confermato nella quarta (speriamo non ipotetica) stagione.


Complessivamente si tratta di una serie davvero mozzafiato e recitata ad un livello straordinario, con comprimari di altissimo livello (basti ricordare Peter Bowles nei panni del Duca di Wellington). Lascia il segno Kate Fleetwood in qualità di Feodora, la sorellastra di Victoria, (anche se mi dispiace che la sua perfidia sia completamente inventata dalla Goodwin e che non vi sia nessuna base storica sul suo comportamento manipolatore che porta la Regina e il Principe ad allontanarsi). Meravigliosi i costumi, che ricreano quasi maniacalmente gli abiti e le acconciature della regina all'epoca.

Voto: 9,5

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