giovedì 18 giugno 2026

#LibriClassici 'Il raccomandato' (1858) di Wilkie Collins, primo racconto poliziesco umoristico nella storia...

Il raccomandato

di Wilkie Collins

Dati tecnici:
Titolo originale: The Biter Bit
Traduzione: Leslie Calise
Casa Editrice: Polillo Editore
Collana: I bassotti n. 137
Pagine: 48
Anno: 1858 (in Italia dal 1991– la mia edizione è del 2013)
Genere: racconto poliziesco umoristico


Trama: Londra. Luglio di metà Ottocento.
Il Sergente Blumer viene sollevato a malincuore dal suo Ispettore capo Theakstone dall’indagine che sta svolgendo (furto di una notevole quantità di denaro presso l’appartamento di Mr Yatman) per assegnare l’incarico al raccomandato Matthew Sharpin, un uomo tanto pieno di sé quanto ottuso.
Il Raccomandato inizia a interrogare, spiare, pedinare. E invia i suoi regolari rapporti a Theakstone.
Riuscirà a scoprire chi è il ladro?
O la sua spocchia agirà da paraocchi?


Commento: Il raccomandato è un racconto pubblicato da Wilkie Collins nel 1858 nel periodico americano The Atlantic Monthly prima di scrivere le sue opere più famose, come La donna in bianco, uscito nel 1859 e, a mio avviso, il libro più bello mai scritto. Ammetto di amare moltissimo questo scrittore che ho conosciuto alle scuole medie con La pietra di luna (1868), ho letto moltissimi suoi romanzi e racconti, e li ho amati praticamente tutti. Questo racconto mi è stato regalato e non ho potuto che tuffarmi nella lettura. Per questo blog ho già recensito Senza nome, Vita di un furfante e Senza uscita (redatto a quattro mani con Charles Dickens). 


Uno dei migliori racconti gialli della storia
Il raccomandato è da tutti considerato uno dei migliori racconti gialli mai scritti ed ha destato attenzione fin dalla sua uscita, con la consacrazione definitiva nella prima metà del Novecento. Nel 1936, infatti, la giallista Dorothy L. Sayers (di cui ho recensito Veleno mortale) lo ha inserito nella raccolta Tales of Detection, pubblicata per la collana Everyman’s Library. Si tratta di una raccolta di 19 racconti (firmati da autori quali Edgar Allan Poe, Robert Louis Stevenson. Arthur Conan Doyle, G. K. Chesterton e Agatha Cristie) in cui si studia lo sviluppo dei racconti gialli basandosi sul principio del fair play (ovvero che l’autore permette all’autore di individuare il colpevole).
Nel 1943 è la volta di Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares che inseriscono Il raccomandato nella raccolta Los mejores cuentos policiales (I migliori racconti polizieschi), un’antologia di 17 racconti piacevoli da leggere e affascinanti da tenere nella propria biblioteca.
La consacrazione arrivò nel 1948, con gli elogi scritti da Ellery Queen nel suo Queen’s Quorum, ovvero una sorta di guida storica e critica della storia dei libri gialli. Il raccomandato viene citato come il primo racconto poliziesco umoristico (altro primato di Collins che in un certo senso ha inventato questo genere), lodando l’autore per aver insegnato che con uno scritto si poteva non solo sfidare l’intelletto, ma anche far sorridere.
Merita Il raccomandato tutti questi riconoscimenti?
Probabilmente sì. Andiamo a scoprire perché.


Racconto epistolare
Si tratta di un racconto epistolare, con la trama che si sviluppa leggendo le missive che si scambiano il sergente Blumer, l’Ispettore Capo Theakstone e il raccomandato Sharpin. 
Traendo spunto da questo genere letterario molto diffuso all’epoca, Wilkie Collins affina una delle sue peculiarità: mostrare lo stesso evento attraverso gli occhi dei diversi protagonisti (nei suoi romanzi spesso le parti sono narrate dai vari personaggi che possono approfondire questo o quel momento narrativo).
Il lettore si immedesima sicuramente nel divertito e sconsolato Ispettore capo Theakstone e, con lui, vorrebbe che Blumer tornasse a gestir l’indagine, anche se non si può nascondere un generale divertimento nel leggere i rapporti astrusi di Sharpin…
Lo si legge con spassoso godimento e si avrebbe voglia di intervenire in prima persona per mettere a tacere la spocchia di Sharpin.

La brevità…
Il racconto è lungo poco più di 40 pagine. Scritto benissimo e capace di attirare l’attenzione con la sua sottile ironia, lascia al termine il desiderio che si possa continuare la storia, magari seguendo il sergente Bulmer in altre sue indagini. Abituati ai lunghi e articolati romanzi a puntate di Collins, che trascinano in avventure mozzafiato che sfidano le leggi, si rimane in un certo senso orfani della sua penna. La mente si ribella. No, Wilkie Collins non può essere così breve!

Complessivamente si tratta di un racconto capace di catturare molti tipi umani (non solo il raccomandato del titolo) e far comprendere come l’umanità, passano i secoli, ma è sempre uguale a se stessa.
Consigliato.

Letto: 24-28 marzo 2026

Voto: 7½ al racconto, 10 a Wilkie Collins per la sua eterna penna, 10 alla Polillo per aver confezionato questo racconto in maniera così preziosa…

Stelle mozzafiato: ****

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