venerdì 26 giugno 2026

#LibriRagazzi 'Il mistero del giglio' (2021), secondo capitolo della trilogia 'Le avventure del giovane Lupin' di Marta Palazzesi, tra omicidi misteriosi, labirintici indovinelli e l'alchimista Nicolas Flamel...

Il mistero del giglio
(Le avventure del giovane Lupin #02)

di Marta Palazzesi

Dati tecnici:
Casa Editrice: Salani Editore
Pagine: 220
Anno: 2021 (la mia è una ristampa del 2024)
Genere: romanzo giallo per ragazzi


Trama: Parigi. Estate 1889.
Arsenio Lupin ha da poco vinto il suo duello con il dottor Mustache e ne sente ancora addosso le conseguenze (il suo appartamento è stato devastato). Ma ecco che un’altra avventura è dietro l’angolo… Lupin, infatti, viene incolpato dell’omicidio di Madame Générouse e Monsieur Fraude, gli antichi gestori dell’orfanotrofio dove Lupin visse fino agli undici anni (quando fu cacciato proprio dai due indicibili individui).
Chi li ha uccisi realmente? E chi ha scritto una lettera alla polizia per informarla che era Lupin l’artefice del duplice omicidio?
Tra nascondigli, fughe e aiuti preziosi, Lupin dovrà cercare di scoprire chi veramente ha colpito nella notte i due masnadieri e cosa si cela dietro a quel delitto. In breve il giovane ladro si accorge che tutto porta ad un labirintico gioco di indovinelli creato dall’alchimista Nicolas Flamel secoli prima…


Commento: Le avventure del giovane Lupin – Il mistero del giglio è il secondo romanzo della trilogia dedicata al ladro più famoso del mondo creato da Maurice Leblanc nel 1905 ed ora fatto rivivere da Marta Palazzesi. Il primo libro della serie è Caccia al dottor Moustache (per leggere la recensione cliccare qui), segue L’altro conte (che è in fase di lettura). 
Lo stile di scrittura è buono e incalzante, e la trama ben articolata. Anche se, come nel primo volume, ho trovato alcune cadute di stile legate all’ormai onnipresente politically correct.

Il politically correct imperante
L’intero testo è permeato di politically correct o di una visione della sensibilità moderna, che, in una sorta di meta game, viene trasmigrata nelle pagine di un romanzo che si svolge nel 1889.
Cito solo 3 casi a titolo esemplificativo:
1) a pag. 8 Lupin si sofferma a parlare del Villaggio Africano durante l’Esposizione Universale dicendo che “personalmente lo trovavo un’aberrazione, pieno com’era di africani agghindati e costretti a esibirsi per il pubblico, ma dovevo essere l’unico a pensarla così”. E’ possibile che un ragazzino di 14 anni abbia pensieri così legati all’immaginario collettivo moderno? Un suo coetaneo del 1889 non ci avrebbe minimamente pensato. E non avrebbe giudicato. E questo è un errore inaccettabile in un romanzo storico. Mai mettere in testa a personaggi di un’altra epoca pensieri validi oggi (leggasi l’insegnamento monumentale di Mino Milano in La storia di Ulisse e Argo). 
2) a pag. 117 Lupin va a trovare l’amico Serge in ospedale. In un dialogo assieme a Pierre, altro ragazzino della forca, lo stesso Pierre viene redarguito da Lupin perché usa la parola ‘vecchi’, e lo corregge dicendo che deve dire ‘anziani’. Vi rendete conto dell’assurdità? Parliamo di ragazzi, che per tirare avanti vivono di espedienti, mangiano forse una volta al giorno, non hanno studiato, sono sporchi, poveri, non istruiti. E siamo nel 1889. Un ragazzino direbbe mai ad un coetaneo che non si dice vecchi e si deve usare la parola più ‘politicamente corretta’ anziani? Impossibile.
3) a pag. 159 Lupin e i suoi aiutanti trovano un’iscrizione in una casa, risalente al 1407. Essa inizia così: “Noi, uomini e donne, che lavoriamo, abitando in questa casa…”. Ora, mi dite se è possibile se nel 1407 (ripeto 1407) si sarebbe potuto scrivere ‘Noi, uomini e donne’? Parliamo di una Francia in piena Guerra dei Cent’Anni, dove la figura di Giovanna d’Arco non era neppure nata. E si mettono a scrivere un testo così inclusivo e femminista? Impossibile.


I villaggi etnici all'Esposizione Universale di Parigi del 1889

Meno strade e più mappe
Un'altra osservazione. Nel testo sono citate molte, moltissime strade.
La storia gira attorno alla toponomastica di Parigi e alle vie che un tempo esistevano ed ora, invece, non ci sono più. E questo è interessante. Spinge a riflettere e fare collegamenti.
Ma la descrizione dei movimenti dei personaggi indicando continuamente quali strade imboccano, dove svoltano, il percorso che decidono di fare, risulta pesante, perché, per la comprensione, sarebbe necessaria una conoscenza approfondita di Parigi (che evidentemente la Palazzesi ha), che un lettore normale, che magari non è mai stato a Parigi, non può avere. Quindi i nomi scorrono via senza che se ne colga l’essenza.
Qualora la visione d’insieme delle vie Parigi fosse fondamentale, allora sarebbe meglio mettere all’inizio del testo una cartina della città indicando dove si trovano tutti i luoghi di riferimento del romanzo (dalla Forca all’Esposizione Universale, dal Circo al covo delle Vedove).

Antica mappa di Parigi

Finale cliffangher
Il romanzo, a differenza del primo, ha un finale cliffhanger (non svelo quale), ed indica che l’autrice aveva già in mano la trama per il seguito.
Il terzo libro, tuttavia, è uscito solo dopo 4 anni dalla fine de Il mistero de giglio. Noi fortunatamente lo abbiamo già in biblioteca ed è in fase di lettura (come evidenziato in fondo all'articolo dove sono indicate le recensioni in arrivo e i libri in lettura). 
Dove ci porteranno le indagini sul Conte di Cagliostro? Quanto la Palazzesi è stata influenzata da Harry Potter e la Pietra filosofale? Quanto da Hayao Miyazaki? Lo scopriremo solo leggendo…

Complessivamente si tratta di un libro carino, scritto abbastanza bene, che scivola via rapidamente.
I personaggi sono descritti abbastanza bene, ma non si riesce ad entrare dentro nessuno di essi.
L’idea generale è stimolante, peccato il politically correct.
Lascia sicuramente il desiderio di leggere il terzo.

Il commento di mio figlio Emanuele (attenzione spoiler):
“Questo libro, come quello precedente, mi ha insegnato che non ci si deve arrendere mai. Il mio personaggio preferito è (ovviamente) Lupin che con la sua agilità, la stramberia di Clarisse e il coraggioso Ganimard riesce sempre a fermare il suo nemico: nella prima avventura “Moustache” e nel secondo “Cagliostro”.
La scena che mi è piaciuta di più è stata quando Lupin trova il libro con i diamanti a forma di giglio, c’era mota suspense.
Il mio voto è 10”.

Letto: 26 marzo – 16 maggio 2026

Voto: 7 al libro; 7 a Marta Palazzesi per l’idea e la scrittura, 5 a Marta Palazzesi per il politically correct, 6,5 alla copertina realizzata da grey318.

Stelle mozzafiato: ***

Recensioni in arrivo: 
Racconti di Natale di Diane Gaston, Laura Martin, Helen Dickson
L’incanto di un fiocco di neve di M. Scott Peck
Mabel tra gli Esquimesi di Ginevra Pelizzari
Il desiderio ti domerà di Jen Holling
Volevo solo dipingere i girasoli di Fabrizio Altieri 
Madrigali per Gimmi di Maria Silvi
I ragazzi di Villa Borghese di Giovanni Mosca
Le rose di Glenross di Ruth Ryan Langan

In lettura:
Le avventure del giovane Lupin – L’altro conte di Marta Palazzesi
Talismano d’amore di Georgette Heyer

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