La storia di Ulisse e Argo
di Mino Milani
Dati tecnici:
Casa Editrice: Einaudi Ragazzi
Collana: Storie e Rime n. 507
Pagine: 221
Anno: 1995 (la mia edizione è del 2024)
Genere: romanzo per ragazzi
Trama:
Itaca-Troia. XIII a.C.
Ulisse è il giovane erede al trono di Itaca. Suo
padre Laerte chiama il guerriero Anceo per insegnargli l’arte del combattimento
e della guerra. Ulisse con agilità e astuzia riesce a giocare il prode
guerriero, fino a quando Anceo non si accorge che il ragazzo ha paura dei cani.
Contrariato, lascia il suo ruolo, pronto a riprenderlo solo quando Ulisse avrà
superato questa paura.
Sconcertato e deluso, Ulisse vaga per Itaca per
giorni, settimane. Fino a quando non si ritrova a salvare un cucciolo che stava
per essere ucciso dal suo proprietario. Lo prende con sé, lo chiama Argo e ne
diviene inseparabile.
Al suo ritorno Anceo applaude questa amicizia e
riprende i suoi insegnamenti. Ed Ulisse diviene l’eroe cantato da Omero.
Il rapporto tra l’ingegnoso Ulisse e il fedele Argo
si farà sempre più stretto e i due vivranno insieme mille avventure (incluso
l’incontro con Penelope), fino a quando non scoppia la guerra di Troia.
Argo vorrebbe seguire il padrone anche in
combattimento, ma è costretto ad attenderlo e prendersi cura di Penelope e del
neonato Telemaco.
Riuscirà nell’impresa o il viaggio del suo padrone
sarà così lungo da impedirgli di rivederlo ancora?
Commento: La storia di Ulisse e Argo è stato assegnato come lettura scolastica a mio figlio dopo Per questo mi chiamo Giovanni e Siaterompiscatole!. Mi sono accinta alla lettura con curiosità e allegria, anche perché non avevo mai letto nulla di Mino Milani.
Mino
Milani
Grazie ad Emanuele sto scoprendo tanti scrittori per
ragazzi che non avevo mai letto (ammetto che mi sono inoltrata poco nella
letteratura maschile, come sapete anche Verne l’ho riscoperto solo recentemente
e con dei romanzi molto meno noti come Avventuredi un ragazzo e Il conte diChanteleine).
Per me Mino Milani (1928-1922) era ‘solo’ l’autore
della saga western di Tommy River, di cui avevo letto l’elenco dei libri nelle
collane di cui io mi nutrivo da ragazza, ma non ero mai andata oltre, perché di
quelle collane io sceglievo sempre Lucy Maud Montgomery, Louisa May Alcott,
Giana Anguissola, Enid Blyton, etc.
Oggi scopro che Tommy River non era solo una saga
western (ispirata alle emozioni provate nel vedere Ombre rosse di John Ford), ma un vero e proprio mondo per ragazzi
degli Anni Cinquanta e Sessanta e che le sue avventure erano state pubblicate a
puntate ne Il Corriere dei Piccoli.
Oltre a questa saga western, Milani si immerso anche
nelle grandi saghe dell’immaginario collettivo dei ragazzi (dal ciclo arturiano
della Tavola Rotonda a La Storia di
Tristano e Isotta) ma sempre con uno sguardo personale, come quello che ha posato
su Ulisse e Argo.
Il tutto condito con uno stile personale, diretto e
totalmente politicamente scorretto, atto a far vivere l’avventura ai ragazzi ed
insegnare che si può anche vincere quando si perde…
Stile
scorrevole e avvincente
La narrativa è fluida e veloce. I capitoli scorrono
via con grande agilità, sia nelle parti più note (la guerra di Troia e il
viaggio di Ulisse di ritorno a casa), sia in quelle da lui ideate (le
scorribande con il cucciolo Argo e l’attesa del cane del suo padrone alla Punta
del Mattino).
I giovani lettori si emozionano e si coinvolgono, a
dimostrazione di come la penna esperta di Mino Milani sappia catturare il cuore
della sua platea.
Il vocabolario è semplice e capace di immergersi
nella prospettiva del fido animale.
Nel leggerlo nasce il desiderio di recuperare i
romanzi dei suoi inizi, scoprire come raccontava il west o le gesta di Sir Crispino. Perché il suo dialogo con
i giovani è intenso, esperto, toccante. E si vede.
Una
freccia contro il politically correct –
Non giudicare gli antichi
A pag. 29 Mino Milani scrive: “Oggi un ragazzo, una ragazza possono turbarsi davanti a un capriolo
ucciso e magari avere gli occhi lucidi. Allora no. Allora, il dolore e
l’angoscia della preda (animale o schiavo o nemico era la stessa cosa) non
contavano nulla. Tempi crudeli. Ma non stiamo a giudicarli, non possiamo farlo,
perché li giudicheremmo con il nostro metro di uomini d’oggi, e la cosa avrebbe
poco senso”.
Wow.
Finalmente.
Un messaggio breve e preciso di chi conosce bene la
letteratura (e il giornalismo). Una freccia precisa ed elegante contro il politically correct che all’epoca
dell’uscita di La storia di Ulisse e Argo
stava muovendo i primi passi (ma che Milani con la sua arguzia aveva già
intuito) e che a breve avrebbe iniziato a revisionare testi e giudicare autori
(o personaggi storici), decontestualizzandoli e rendendoli privi delle proprie
ragioni storiche, sociali, culturali.
Complessivamente si tratta di un romanzo ben scritto, che richiama l’epica classica da un punto di vista originale. Certo, il finale lo si conosce fin dalla prima pagina, ma questo non rende meno interessante la lettura. Un plauso anche per il rispetto dell’anima omerica, inserendosi nelle ombre del narrato, e per la capacità di appassionare sempre i giovani, come quando le avventure di Tommy River uscivano a puntate su Il Corriere dei Piccoli…
Il commento di mio figlio Emanuele
(attenzione spoiler):
“Questo
libro è stato il più bello tra quelli che ho letto a scuola, certo è un libro
che prende dall’Odissea, ma non è propriamente vero, perché racconta la storia
di come si sono incontrati e amati Ulisse ed Argo.
Sono due
le scene che mi sono piaciute di più: la prima quando Ulisse prende da una buca
(fatta da un contadino, che voleva uccidere una famiglia di cani) un cagnolino
(che poi chiamerà Argo) e si prende cura di lui. La seconda è quando Ulisse va
sulla Punta del Mattino e parla ad Argo vedendo l’orizzonte, come faceva il
cane ogni giorno per aspettare il ritorno del padrone.
Il
personaggio che mi è piaciuto di più è stato Ulisse dai mille giri, con la sua
astuzia, amore e coraggio ha fatto restare tutta la classe a bocca aperta.
Il mio
voto è 9,75!!!!!!!!!!!!!!! ”
Letto: 12 febbraio – 27 marzo 2026
Voto: 7½ al libro, 7 alla copertina, 7½ alle illustrazioni di Paolo d’Altan
Stelle mozzafiato: *** ½
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