mercoledì 29 luglio 2026

#LibriRagazzi 'L'altro conte' (2025), terzo ed ultimo (per ora?) capitolo della trilogia 'Le avventure del giovane Lupin' di Marta Palazzesi. Avvincente e articolato, ma quanti errori: da Versailles al Louvre, da Thonis fino ai gatti siamesi....

L’altro conte
(Le avventure del giovane Lupin #03)

di Marta Palazzesi

Dati tecnici:
Casa Editrice: Salani Editore
Pagine: 249
Anno: 2025 
Genere: romanzo giallo per ragazzi


Trama: Parigi. Agosto 1889.
E’ passato pochissimo tempo dai fatti narrati ne Il mistero del giglio, e Lupin è di nuovo coinvolto in una mirabolante avventura, questa volta legata ad un misterioso specchio del Conte di Saint-Germain. Dove si trova? Perché il Conte di Cagliostro lo brama così avidamente? Chi cerca di anticiparlo in scaltrezza?
Con l’aiuto della funambola Clarisse e del figlio dell’ispettore di polizia Ganimard, Lupin si trova presto coinvolto in una vertiginosa caccia al tesoro che lo porterà fino a Versailles e…
Tra tentati omicidi, mappe misteriose, aiuti inaspettati e sfuggenti alchimisti, Lupin gioca la sfida più difficile della sua giovane vita. 
Commento: L’altro conte è il terzo e (per ora) ultimo capitolo della serie Le avventure del Giovane Lupin di Marta Palazzesi. Scrivo ‘per ora’ perché il finale di questo romanzo (come accadeva per Il mistero del giglio) è molto aperto come se la Palazzesi si fosse lasciata la strada per proseguire con la vita giovanile del ladro più famoso del mondo.

Trama articolata
In primo luogo devo ammettere che la trama del romanzo è assai articolata. Forse troppo.
Mi spiego. Tra i mille giri per le strade di Parigi (sull’argomento vi riporto alla recensione de Il mistero del giglio) e le varie peripezie, al termine della storia ci si ferma e ci si domanda: ma in definitiva di che parla il romanzo? Perché Lupin inizia ad indagare sullo specchio di Saint-Germain? Perché Cagliostro ce l’ha così con lui? Perché il giovane Ganimard si affida a Lupin e non rivela nulla al padre?
Non voglio dire che la trama non sia carina e avvincente, ma in definitiva manca qualcosa…


La statua equestre di Enrico IV
avrà un ruolo cruciale nella trama

La ricostruzione storica – Versailles 
La parte più bella è quella in cui i giovani protagonisti arrivano a Versailles, esattamente cento anni dopo la presa della Bastiglia.
Versailles ci appare addormenta, in attesa di ritrovare il suo antico splendore. Ai cancelli Lupin e i suoi amici incontrano Pierre de Nolhac, che a breve sarebbe diventato il curatore del Palazzo, riportandolo alla magnificenza precedente alla Rivoluzione Francese. 
Nel testo è scritto che la reggia “è inutilizzata da una ventina d’anni” (pag. 140).
Questo dettagli mi ha incuriosito e quindi ho approfondito i temi.
Ancora una volta la Palzzesi, però, è risultata imprecisa.
Svolgendosi la storia nel 1789, la frase dovrebbe indurre a pensare che Versailles sia disabitata dal 1769 circa.
Tuttavia negli Anni Settanta del Settecento Versailles fu teatro di importantissimi eventi. Nel gennaio del 1871 Guglielmo I fu incoronato proprio in queste stanze come Imperatore del Secondo Reich e il mese successivo fu qui firmato il Trattato di Versailles che pose fine al conflitto franco-prussiano.
Non solo, durante la Comune di Parigi, fu qui che si riunì l’Assemblea Nazionale, fino al 3 novembre 1879.
Fu solo all’inizio degli Anni Ottanta dell’Ottocento che Versailles iniziò ad avere un ruolo meno centrale nella storia di Francia, rischiando di cadere nell’oblio. Fu proprio Pierre de Nolhac ad impedirne la rovina.
Arrivato nel 1887 come curatore del Museo, divenne poi curatore della Reggia nel 1892.
Così scrive il sito dedicato a Versailles:
“Al suo arrivo a Versailles, Pierre de Nolhac scoprì una Reggia dimenticata. Non appena assunse l’incarico, intraprese lavori di modernizzazione e restauro degli arredi degli appartamenti, eliminando le tracce lasciate da Luigi Filippo. Si dedicò a un’approfondita ricerca iconografica, un lavoro che sarebbe stato portato avanti dai suoi successori, e procedette stanza per stanza, opera dopo opera, per cancellare gradualmente il museo storico di Luigi Filippo e offrire una visione più chiara della reggia dell’Ancien Régime”.
Tralasciando che appare assai inverosimile che un uomo del genere faccia entrare tranquillamente tre ragazzini nella reggia (pur uno essendo figlio di un “famoso ispettore”), rimane il peccato di aver cancellato totalmente i temi della guerra franco-prussiana e della Comune parigina…


Pierre de Nolhac

#Spiccioli di Storia – Chi è il Conte Saint-Germain
Interessante è la storia legata al Conte di Saint-Germain, alchimista e avventuriero, le cui origini sono avvolte nel mito. Chi era? Da dove veniva? Le sue ingenti ricchezze da cosa derivavano?
Arrivò in Francia nel febbraio del 1758 dopo aver vissuto a lungo in Inghilterra. Qui fu accolto a corte e divenne intimo della Pompadour, affascinandola con i racconti della sua vita anteriore alla corte di Francesco I.
Fu in questo periodo che incontrò la Marchesa d’Ufré, incantandola e convincendola a dargli molti dei suoi averi in cambio della promessa che potesse tornare giovane.
L’incisione che i protagonisti studiano è realmente esistente. Essa risale al 1783, quindi un anno prima della morte del Conte. Essa fu realizzata, come detto nel romanzo, da Nicolas Thomas sulla base di un dipinto allora di proprietà del Marquise d'Urfé e ora perso. 
Curiosità: L’incisione viene vista dai protagonisti al Louvre. Tuttavia tale incisione arrivò al Museo solo nel 1935, come parte de storica Collezione Edmond de Rothschild.


L'incisione di Nicolas Thomas
arrivata al Louvre solo nel 1935

Gatti siamesi, la resilienza e… Elena di Troia!
Quelle legate a Versailles e all’incisione del Conte di Saint-Germain non sono le uniche imprecisioni presenti nel libro. Ne cito alcune qui di seguito.
1) A pag. 65 si cita “una signora anziana che stava al 9 – aveva un gatto siamese – ma è mancata l’anno scorso”. Questa frase mi ha colpito. Siamo nel 1889. Possibile che i gatti siamesi fossero già così diffusi tanto non solo che lo avesse una signora anziana morta nel 1888 ma che i giovani capissero di cosa si stesse parlando? Indago e scopro che i gatti siamesi arrivarono a Londra nel 1871 con il nome di Gatto reale del Siam e quindi nel 1880. Esso fu introdotto in Francia dal diplomatico ed esploratore Auguste Pavie solo nel 1885. All’epoca gli esemplari erano pochissimi, e la razza si diffuse solo nel Novecento. La stessa identificazione di razza come ‘gotto siamese’ avvenne nel 1946. Quindi quella conversazione non sarebbe potuta sussistere (Lupin e compagni non avrebbero potuto capire di cosa si parlava) e, in caso, avrebbe dovuto indicare che l’anziana signora faceva parte di un élite molto ristretta. 
2) Dopo l’aggressione, Clarisse, ferita quasi a morte, riesce quasi incredibilmente a ristabilirsi. Lupin, nel notare la sua ripresa, ne loda la “resilienza”. Ora questa parola non sarebbe mai potuta essere usata nel 1889 da un ladruncolo di Parigi. Sebbene oggi sia molto diffusa (tanto da essere diventata la Parola dell’Anno nel 2021), prima dell’avvento del COVID-19 essa, sebbene inserita nel Vocabolario nel 1855, non sarebbe mai stata usata nel linguaggio di tutti i giorni. Infatti il suo significato originario è, a detta dello Zanichelli, un termine legato alla fisica, che descrive la “capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi”.
3) A pag. 210 è scritto “Lì sorgeva una città chiamata Thonis, che porta il nome del re che ospitò come suoi ospiti Menelao e Elena”. Sfortunatamente in questa frase ci sono varie imprecisioni. Questo aneddoto è ripreso dalle Storie di Erodoto. La nave di Alessandro (Paride) approdò presso le Tarichee del ramo Canobico del Nilo, dove si ergeva un Tempio a Eracle. Qui i marinai di Paride denunciarono a Toni, guardiano del ramo Canobico, i misfatti di Paride. Toni arrestò Paride e lo portò assieme ad Elena presso il Re Proteo a Menfi, il quale trattenne Elena e lasciò andare Paride a Troia. Menelao, di ritorno dalla guerra, si recò a Menfi (e non a Thonis) per riprendersi Elena.


Le vestigia di Thonis, sommerse dall'acqua da secoli furono recentemente ritrovate
grazie proprio ad indicazioni prese dalle Storie di Erodoto

Di imprecisioni ce ne sono altre, ho citato queste solo a titolo esemplificativo. Dispiace che un romanzo così costruito, poi pecchi di tante lacune.

Complessivamente si tratta di un romanzo carino, scritto bene e capace di appassionare i giovani lettori. Peccato che il politically correct e le imprecisioni ne minino il cuore letterario.
L’ultimo capitolo apre le porte al quarto volume. Al momento non so se la Pellizzari ci stia lavorando. Sarebbe un peccato lasciare così aperte le avventure del giovane ladro.

Il commento di mio figlio Emanuele (attenzione spoiler):
“Questo libro mi è piaciuto molto per l’avventura piena di colpi di scena.
La parte che mi è piaciuta di più è stato il capitolo “La Setta degli Alchimisti” perché è una scena piena di suspense.
I personaggi che mi sono piaciuti di più sono stati Lupin per la sua abilità da ladro e Cagliostro per la sua glacialità.
Il mio voto è 9,75”.

Letto: 16 maggio – 26 giugno 2026

Voto: 7 al romanzo, 7 a Marta Palazzesi, 4 alle incongruenze e alle imprecisioni, 7 alla copertina di gray318

Stelle mozzafiato: ***

Recensioni in arrivo: 
Racconti di Natale di Diane Gaston, Laura Martin, Helen Dickson
L’incanto di un fiocco di neve di M. Scott Peck
I ragazzi di Villa Borghese di Giovanni Mosca
Le rose di Glenross di Ruth Ryan Langan
Talismano d’amore di Georgette Heyer
Il Re dagli occhi sognanti di Delly
Il manoscritto MS 408 di Thierry Maugenest
La casa sulla collina di Nancy Hartwell
…E poi non rimase nessuno di Agatha Christie

In lettura:
La ragazza che sognava la libertà di Clelia Lombardo
Dimmi che mi ami di Johanna Lindsey

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