Marilù
del 1961
di Giana Anguissola
Letto: 18-20 agosto 2026
Trama: Anni Cinquanta
Il libro raccoglie al suo interno il romanzo breve Marilù e il racconto Il signor X.
Nel primo riviviamo i fatti che hanno portato ad un fidanzamento inaspettato in casa Manfredini. Tutto era iniziato due mesi prima, con una lettera recapitata alla quindicenne Marilù dalla ragazza alla pari Cesira.
Tra fratelli sempre pronti a chiedere soldi in prestito, pessime pagelle, ripetizioni riparatorie e scene memorabili, le lettere misteriose infine arrivano agli adulti e…
Nel secondo si seguono le vicende di una famiglia della Riviera Ligure, che, a causa della morte del padre in guerra, si ritrova improvvisamente senza liquidità e la madre decide di affittare la meravigliosa villa in cui vivono e di andare ad abitare con i figli Giana e Piccio nei locali sopra alla rimessa. Se i ragazzi accettano di buon grado il cambiamento, così non fanno gli amici snob e con la puzza sotto al naso, che iniziano a scansare la povera Giana. Fortunatamente la mamma trova immediatamente un inquilino, il signor Brown, che chiede solo riposo e solitudine. Ma gli amici snob sono dietro l’angolo e si domandano chi sia questo misterioso Signor X e…
Commento: Marilù è il secondo libro di Giana Anguissola che recensisco dopo Violetta la timida. Mi è stato regalato da un’amica, e che dono fortunato! Un romanzo delizioso, che ho amato dalla prima all’ultima pagina. Entrambe le storie sono affascinanti, ma devo ammettere che la seconda, Il signor X, mi ha totalmente conquistata con la sua denuncia contro il falso perbenismo e l’approfondimento di sentimenti veri, intensi, a volte anche dolorosi di giovani vite che si trovano ad affrontare i voltafaccia delle persone che pensavano più care: gli amici. Superlativo.
Marilù – Similitudini con Madrigali per Gimmi di Maria Silvi
Ma procediamo con ordine e partiamo dall’analisi di Marilù. Nel leggerlo non ho potuto non riscontrare delle similitudini con Madrigali per Gimmi scritto da Maria Silvi nel 1954 e che ho recensito a luglio. Anche lì lettere misteriose, anche lì uno studente che viene ad aiutare a studiare, anche lì il tentativo di scoprire se “E lui!” o “Non è lui!”.
Mi è venuto quasi da pensare che la stessa Giana Anguissola allora abbia letto questo piccolo libro ora dimenticato della collana La Melagrana rimanendone in qualche modo stuzzicata, tanto da ideare una storia più complessa e intrecciata…
Chissà.
Marilù – Trama sbagliata…
Di sicuro Marilù è un piccolo gioiello e rimango basita dal fatto che la trama scritta sul sito della Mursia (il sito della Mursia! La casa editrice storica dell’Anguissola!) sia sbagliata.
Questo si legge: “Il giorno del suo fidanzamento con Popi, Marilù ripercorre come in un flash-back la storia del loro incontro e del loro innamoramento. Un romanzo sull'amore giovanile di un tempo lontano”.
Ma no, non è vero assolutamente! Prima di tutto Popi è il fratello maggiore di Marilù (colui che matura e diventa uomo grazie agli eventi narrati nel romanzo) e secondo poi la storia, pur essendo un flash-back, narra i fatti di come sia arrivata una lettera misteriosa a Marilù e come questa abbia portato ad un fidanzamento in casa Manfredini…
Assurdo.
E la cosa peggiore è che ora, a causa di questo errore, tutti (da Amazon a La Feltrinelli fino… all’AI) danno questa trama per assodata.
Nessuno ha letto il romanzo per dire che è errata?
Spero con questa recensione di dare una correzione a questi dati, in modo tale che il reale spirito dell’Anguissola, arguto ed ironico, torni finalmente a sfiaccolare…
Marilù – Il mondo delle cose
DI Marilù mi ha colpito moltissimo il brano in cui l’Anguissola descrive la stanza della nonna della ragazza, per descriverci la nonna stessa: una pietra miliare di quello che in sociologia chiamano Il mondo delle cose. Per descrivere un personaggio non è necessario, infatti, sciorinare le sue caratteristiche, i suoi sentimenti o i suoi pensieri. Alle volte è sufficiente raccontare le cose di cui si circonda, che diventano specchio del suo essere.
Ed ecco che la nonna di Marilù ci viene descritta attraverso “cuscini verde Nilo” (che iniziarono ad andare di moda negli Anni Trenta, periodo in cui viene coniato questo colore), “una credenza del 600 piemontese e un ricco servizio da tè, inglese, d’argento, sempre lucidissimo” (che ci dimostra la sua passione per le cose antiche e preziose e la sua cura nel tenerle sempre a posto, sottolineate da quel ‘sempre lucidissimo’) e i “quadri di fiori a pareti. Due. Uno di De Pisis e uno di Salietti” (De Pisis era famoso per i suoi quadri di fiori a partire dagli Anni Trenta, lo stesso vale per Salietti, che espose il suo primo quadro Fiori proprio nel 1930).
La descrizione della camera della nonna è intercalata dalla frase: “Questa è mia nonna”…
Esatto. Perfetto.
La nonna descritta attraverso le sue cose…
Meraviglioso.
Marilù – #Spiccioli di Costume – I dischi di Popi
A pag. 15 incontriamo Popi, il fratello maggiore di Marilù, che cerca in tutti i modi di avere delle monete (dalla stessa Marilù o dalla ragazza alla pari Cesira) per acquistare un 45 giri: Ritmo blu di Geppo-Geppo.
Se questa canzone non esiste realmente così come il suo interprete, è invece molto reale la ricerca spasmodica dei giovani di quell’epoca di acquistare i 45 giri per aver in casa la discografia preferita. Si viveva in un mondo diverso, dove non c’era internet, non c’era Spotify, non c’erano gli .mp3. La musica si ascoltava alla radio, ai bar, a casa degli amici. E i 45 giri erano una sorta di status symbol, in modo per fare amicizia, un’occasione per svagarsi.
La Anguissola, così vicina sempre ai ragazzi, sapeva perfettamente questa caccia smodata da parte dei giovani e l’ha caratterizzata perfettamente in Popi e alla sua fase di crescita (tanto che quando improvvisamente apre gli occhi e si accorge dei problemi della sorella, comprende che non potrebbe lucrare mai su di esse solo per dei dischi…).
Estremamente interessante.
Il signor X – La povertà e l’abbandono
Il signor X è un racconto che a mio avviso potrebbe stare in qualsiasi antologia. Affronta un tema estremamente attuale, ovvero le difficoltà a cui vanno incontro le famiglie che improvvisamente si ritrovano in difficoltà economiche. E le difficoltà più dolorose non sono rappresentate dai sacrifici o dalle rinunce, ma dal voltafaccia delle persone più care.
Il racconto, ambientato in una meravigliosa Riviera Ligure, descrive con vivida penna questo dolore, questa ferita invisibile e muta, che travolge la giovane Giana, e che lei tenta di nascondere solo per amore, per non ferire la madre, già immersa in mille problemi.
Il signor X farà parte di una sorta di deus ex machina, ma è magistrale anche il modo in cui egli viene presentato, i suoi timori, le sue delusioni, e, infine, la sua voglia di aiutare Giana…
Poche pagine, ma perfette.
che non appena scopre le tribolazioni della sua famiglia la liquida...
Lo stile straordinario di Giana Anguissola
E non dico perfette a caso.
Il libro è scritto magnificamente e mette in luce tutto lo stile dell’Anguissola: ironico, sagace, arguto, veloce, intuitivo.
I dialoghi sono rapidi, inarrestabili.
Lo stile incalzante e privo di fronzoli, portando il lettore di fronte ai personaggi.
Spesso ho detto che la letteratura per ragazzi italiana non sarebbe oggi quella che è senza Giana Anguissola. Ha cambiato gli schemi. Ha abbattuto la parete ed ha portato i personaggi a vivere la scena.
Il vocabolario è giovanile e svelto, modernissimo e accattivante.
Certo non si parla di AI, chat, telefonini, ma di dischi, pagelle, lettere vergate a mano… ma proprio per questo è così travolgente: dimostra come possono cambiare i modi, possono cambiare gli scenari, ma la natura umana, quella non cambia…
Complessivamente si tratta di un libro delizioso, scritto benissimo e decisamente ancora molto moderno, sia nel lessico che nelle emozioni. Marilù è un gioiello prezioso, ma Il signor X è monumentale. Credo che sia difficile scrivere qualcosa di più pungente per descrivere il bullismo silenzioso verso chi si trova improvvisamente in difficoltà. Da brividi.
Voto: 8,5 a Marilù, 9,5 a Il signor X, 8 alle illustrazioni di Gabrielle Simons, 10 a Giana Anguissola per lo stile ancora modernissimo, per la sua narrativa ricca di brio e per la sua capacità di anticipare i tempi.





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