Un “fiore” difficile
di Rosa Lia Carini Alimandi
Dati tecnici:
Casa Editrice: Malipiero
Collana: Flirts n. 47
Pagine: 153
Anno: 1980
Genere: romanzo di attualità per giovani adulti
Trama: Fine Anni Settanta. Roma nord, Italia.
Maria Fiore Doria è una ragazza del quartiere Prati. Figlia di mezzo di una famiglia molto numerosa, vive le turbolenze dell’adolescenza unendosi a gruppi femministi, partecipando a manifestazioni contro il patriarcato e giurando a se stessa che non si sarebbe mai unita a nessun ragazzo.
Tra i suoi amici, però, c’è Stefano, un ragazzo della Roma bene, silenzioso, riservato, “nato stanco”, come lo prende in giro Maria Fiore.
Stefano è innamorato della bisbetica Maria Fiore e tenta anche di seguirla nei suoi movimenti studenteschi. Ma ben presto si accorge della violenza che si cela dietro ai centri sociali frequentati da Fiore e decide di allontanarsi, cercando altrove le vie per fare del bene.
Commento: Un “fiore” difficile fa parte dell’amatissima serie per ragazze Flirts pubblicata dalla Malipiero tra gli Anni Settanta e Ottanta, di cui ho recensito già vari titoli (tra cui Uno strano Natale, La villa dei Tigli e Un insolito domani). Anche questo libro conferma la policromia dei temi trattati e la varietà di stili, addentrandosi in un argomento estremamente delicato: i turbolenti Anni Settanta, il terrorismo, l’inquietudine giovanile, un periodo storico lontano ormai cinquant’anni raccontato da chi lo stava vivendo. Estremamente interessante.
Rosa Lia Carini Alimandi
Come per tutti gli autori Anni Settanta-Ottanta è praticamente impossibile trovare informazioni in rete. Di sicuro non ha scritto nessun’altra opera per Flirts, ma all’epoca ha pubblicato vari libri per numerose case editrici, la maggior parte dei quali con protagoniste forti e determinate, femminili e al tempo stesso piene di ideali.
Dalla biografia presente nel libro si apprende che è nata a Isnello, in provincia di Palermo, ma che dalla fine degli Anni Cinquanta viveva a Roma assieme al marito e al figlio all’epoca diciottenne (quindi l’ispirazione per questo romanzo è venuta probabilmente dall’ambiente frequentato dal figlio al liceo).
Iniziò a scrivere in Sicilia per la rivista Dafni e il quotidiano Sicilia del Popolo. Dopo vari anni passati ad insegnare, decide di dedicarsi alla scrittura a tempio pieno diventando una firma di Famiglia Cristiana (per la quale ha firmato articoli anche con gli pseudonimi Lya, Violetta D’Alba e Dolores Ridenti).
Questa forte vena cattolica, sebbene mai espressa chiaramente, è ben presente nel romanzo, rappresentato da Stefano che sceglie l’amore per il prossimo come vera risposta al vuoto ribellismo giovanile presente nei licei.
L’amore vs il terrorismo
Al riguardo vorrei citare dei brani estremamente interessanti che mostrano chiaramente il pensiero dell’autrice e che racchiudono l’essenza stessa del romanzo:
“Se mi faccio sedurre, se mi faccio indottrinare (non importa di che dottrina) se per paura di trovarmi solo m’imbarco, libero non sono e non sarò mai. E io, prima di tutto, voglio essere libero e cosciente di quello che faccio” (pag. 125)
“Ogni uomo è mio fratello. Si può sparare a chi si ama? Si può uccidere un fratello?” (pag. 126)
“Io e la violenza seguiamo due strade opposte” (pag. 126).
Un insegnamento potente e travolgente verso i giovani che si trovavano avvinghiati e trascinati dalla corrente verso luoghi inadatti. Un modo per dire loro che si può opporre un rifiuto a tutto questo ed essere per questo i veri eroi.
Magnifico.
Nel 1978 Roma fu ferita dall'attentato ad Aldo Moro
Uno stile molto originale
Lo stile del romanzo è molto particolare ed estremamente moderno. Sono quasi lampi di vita dipinti in un arazzo un po’ incompleto, come se i riflettori si illuminassero sui personaggi solo in alcuni momenti ed altri venissero narrati a volo d’uccello lungo il passare dei mesi (nel complesso direi che il libro dura circa un anno, poco più). Le frasi sono brevi e rispecchiano il modo di pensare dei vari personaggi, come se si potessero leggere le loro emozioni, i loro dubbi e le loro speranze.
Se fosse stato più lungo e si fosse approfondita la parte in cui Stefano si dedicava agli altri in estate (tramite associazioni cattoliche), sarebbe stato più bello a mio avviso, ma il vincolo delle 154 pagine della Malipiero deve aver condizionato non poco la scrittura.
Uno sguardo a Roma Nord
Che dire? Un punto in più questo romanzo lo ha per la location!
Si trova praticamente sotto casa ed ho potuto ammirare praticamente non solo le vie, ma anche le case, le finestre aperte, le fermate dell’autobus, gli alberi…
Stefano abita in Via della Camilluccia e Fiore in Prati, ma non è solo quello. Lo stesso liceo, mai nominato, sorge vicino a San Pietro e non posso non pensare che sia proprio il ‘mio’ Mamiani.
E poi la Balduina, via delle Medaglie d’oro (dove accade l’evento di svolta del romanzo), piazza Cavour. Ma anche la via verso il mare, il Pincio, Campo dei Fiori.
Insomma, la Roma dei romani. Come era negli Anni Settanta. Ma poi non così diversa da oggi…
Piazza della Balduina negli Anni Settanta.
#Spiccioli di cultura – Le poesie di Garcia Lorca
Il romanzo è altresì attraversato da un sottile filo rosso, rappresentato dalle poesie di Garcia Lorca, il poeta preferito di Stefano e che invece Fiore non comprende.
Stefano ne appunta versi nel suo diario, ne proclama alcune strofe per descrivere le sue emozioni, lo cita nei momenti di difficoltà.
Fiore ascolta, apprezza le parole ma non lo capisce. Almeno non fino a quando una mano terribile non cercherà di strappare alla vita Stefano…
Tra i versi citati, ricordo La Gazzella del ricordo d’amore inserita nella raccolta Divano del Tamarit (1927-1934).
A volte il vento
è un tulipano di paura.
È un tulipano malato
l’alba d’inverno.
Complessivamente si tratta di una romanzo estremamente interessante, che tocca con un’intensità quasi disarmante il problema dei centri sociali e del terrorismo degli Anni Settanta, vedendolo con gli occhi dei giovani, spinti ad opporsi al patriarcato e al modo di vivere tradizionale senza che spesso ne capissero le motivazioni. Ancora più dirompente averlo letto a pochi giorni di distanza dall’omicidio di Charles Kirk, ‘reo’ di predicare il bene in un mondo che invece cerca la violenza e etichettandolo per questo come ‘male’, come accade a Stefano.
L'omicidio di Kirk risveglia fantasmi di un passato che sembrava ormai dimenticato...
Letto: 4-6 settembre 2025
Voto: 7,5 al libro, 8,5 a Rosa Lia Carini Alimandi per la profondità del testo, per la storia affatto scontata e per aver saputo cogliere mentre accadeva la forza del cambiamento e aver individuato anche le vie per opporsi, 10 alla collana Flirts che conta una numero incredibile di gioielli dimenticati della letteratura per giovani adulti (molto più intensa e potente della collana Feeling della Mondadori), 0 al mondo moderno che dimentica questi romanzi e queste penne notevoli.
Stelle mozzafiato: ***½
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