lunedì 19 ottobre 2026

#Libri 'Il manoscritto MS 408' (2005) di Thierry Maugenest, romanzo inquietante e tambureggiante sul libro più misterioso del mondo

Il manoscritto MS 408*

di Thierry Maugenest

Dati tecnici:
Titolo originale: Manuscrit MS 408 Voynich
Traduzione: Gaia Amaducci
Casa Editrice: Barbera Editore
Collana: Il Rosso e il Nero
Pagine: 174
Anno: 2005 (in Italia dal 2006)
Genere: narrativa contemporanea con tracce di giallo


Trama: NewYork, Firenze, Primi Anni Duemila.
L’ex senatore Mark Waltham viene ritrovato in uno stato di shock irreversibile. E’ vivo… ma non lo è. Cosa gli è accaduto? I medici non hanno risposta. Sanno che solo altri tre casi analoghi sono riportati in letteratura: uno risalente al XIX in Russia, uno accaduto nella Napoli del 1947 ed uno avvenuto due anni prima, sempre negli Stati Uniti, all’ex professore dell’Università di Yale Haward A. Durrant. L’agente dell’FBI Marco Calleron inizia ad indagare chiedendo l’aiuto del suo vecchio professore di filosofia Thomas Harvey e scopre che tutte le vittime hanno qualcosa in comune: erano collezionisti di libri antichi e sognavano di decifrare il Manoscritto MS 408, un testo risalente al XIII secolo scritto da Ruggero Bacone in una lingua sconosciuta e considerato il libro più misterioso del mondo.
Che verità si cela dietro a quelle parole criptate? Chi è l’enigmatico Edipo? E cosa protegge il Circolo di Prometeo?
Tra pennellate del passato e indagini sfrenate, infine Calleron scopre che…

La cover francese

Commento: Il manoscritto MS 408 è un libro veloce, tambureggiante e inquietante del francese Thierry Maugenest edito in Italia dalla Barbera Editore (casa editrice, ahimé, ora in liquidazione a testimonianza del terribile momento che sta vivendo l’editoria in Italia). 
Ricco di cambi di scena temporali (oltre al presente viene presentato il tempo di Ruggero Bacone, l’imperatore Rodolfo nella Praga di inizio Seicento, un freddo inverno settecentesco in Russia e la Napoli del 1947), il romanzo miscela storia e finzione per narrare come e quando il manoscritto MS 408 si è infilato nelle pieghe della storia (stranamente non si approfondisce il momento in cui fu ritrovato nel 1912 da Wilfrid Voynich, un mercante di libri rari di origini polacche, naturalizzato britannico, che lo acquistò dal collegio gesuita di Villa Mondragone, nei pressi di Frascati. Come arrivò in questo collegio? Perché rimase sopito per anni? Come e quando Voynich lo fece pervenire a Yale? Questa parte è omessa).


Una pagina del Manoscritto MS 408

Lo stile di Maugenest e il tempo presente
Avevo da anni questo romanzo, ma non lo avevo mai letto perché ha una particolarità che non amo molto: è scritto al presente. Un testo del genere è molto faticoso per me, perché prediligo una narrazione scritta al passato. Mi sono convinta a leggerlo perché avevo superato questo ostacolo anche con Madrigali per Gimmi di Maria Silvi, ma devo dire che è stato faticoso, soprattutto per le scene che si svolgevano nei tempi precedenti alla narrazione principale.
Per il resto lo stile di Maugenest è molto rapido e non si sofferma nell’introspezione dei personaggi, preferendo un’azione tambureggiante e un continuo cambiamento di fronte. Questo rende il testo più simile ad una sceneggiatura che ad un romanzo.


Thierry Maugenest

#Spiccioli di arte: La Madonna del Cardellino di Raffaello
Dopo l’annotazione sulla Notte Stellata di Van Gogh nella recensione di Volevo solo dipingere i girasoli, ecco che mi ritrovo a dover richiamare un altro capolavoro della pittura mondiale: La Madonna del Cardellino di Raffaello.
Nel testo, il quadro compare in una scena in cui Thomas Harvey si reca a Firenze per incontrare Bartolomeo della Rocca, esperto di libri antichi che potrebbe dare informazioni su Edipo. I due si incontrano agli Uffizi e della Rocca chiede a Harvey un commento sul quadro.
Queste le sue parole (pag. 60): “Il mio sguardo è attratto in modo irresistibile dal libro che la Vergine tiene nella mano destra. Il grande mistero risiede in quest’opera. Sebbene il Vangelo di Luca non precisi cosa stesse facendo Maria nel momento dell’Annunciazione, numerosi artisti come Bellini, Botticelli o Tiziano hanno scelto di raffigurarla con un libro in mano. Ma cosa stava leggendo? Non l’ha mai detto nessuno. Erano forse le profezie di Isaia che annunciano la venuta di Cristo? In questo caso Maria, nel libro che tiene sulle ginocchia, starebbe scoprendo che il giorno dopo avrebbe portato in grembo il bambino. Qui, il libro è il perno intorno al quale ruota il Tempo. Custodisce i veri segreti, svela il passato e al tempo stesso rivela il futuro”.
Ora… possibile che si scriva un passaggio così fondamentale per la trama per La Madonna del Cardellino?
Non si tratta dell’Annunciazione, bensì della Madonna con Giovan Battista e Gesù bambini ai suoi piedi che giocano e con Giovan Battista che offre a Gesù un cardellino, riconosciuto come simbolo della futura Passione. 
La Vergina sta sì leggendo (anche se tiene il libro con la mano destra), ma di sicuro non si trova “nel momento dell’Annunciazione”.
L’autore può essersi sbagliato? Potrebbe aver voluto parlare del dipinto L’Annunciazione sempre di Raffaello, dove in effetti anche lì la Vergine sta leggendo?
La risposta è no. Primo perché L’Annunciazione di Raffaello non si trova agli Uffizi ma alla Pinacoteca Vaticana, secondo poi perché poco prima della Rocca fa riferimento allo “schema piramidale della composizione”, che vale per La Madonna del Cardellino ma non per L’Annunciazione.
Possibile che un errore così macroscopico non sia stato visto da nessuno? Autore, editore, traduttore?



La Madonna del cardellino e L'Annunciazione di Raffaello

Il Manoscritto MS 408 oggi… con l’AI
Il romanzo è stato scritto nel 2005. Da allora sono passati vent’anni. E’ accaduto qualcosa in questo lasso di tempo?
Forse sì.
Nel 2011 grazie alla datazione del carbonio-14 i ricercatori della UA’s Department of Physics in Arizona, hanno stabilito una datazione compresa tra il 1403 e il 1438, quindi spostando in avanti la sua datazione e cancellando l’ipotesi che l’autore fosse Ruggero Bacone. Questa ipotesi è affidabile? Non tutti ne sono convinti. L’inchiostro utilizzato infatti pare essere diffuso anche in epoca posteriore e quindi potrebbe essere stato scritto successivamente. Nel 2016 lo studio The Voynich Manuscript a cura di Raymond Clemens ha evidenziato, comunque, che le analisi dei pigmenti presenti nel testo, effettuate dai ricercatori della Yale, hanno rilevato affinità con quelli di altri manoscritti risalenti al XV secolo e medievali in genere.
Nel 2024 la filologa e scrittrice accademica italiana Eleonora Matarrese ha dichiarato di averlo decriptato, svelando in primo luogo che la lingua utilizzata corrisponde a un dialetto medio-alto tedesco. Un aiuto per il conseguimento di tale risultato è arrivato dalla consultazione dell’erbario Gart der Gesundheit, datato 1486 (quindi poco posteriore rispetto alla data a cui sono arrivati i ricercatori dell’Università dell’Arizona) e custodito all’interno della collezione del Museo Gortani e restaurato in tempi recenti dal Centro Studi e Restauro di Gorizia. Nello studio Voynich – Ricerca e Analisi la prof.ssa Matarrese ripercorre la storia del manoscritto e ne svela i significati testuali e iconografici. 
Questi risultati, tuttavia, non soddisfano pienamente la comunità scientifica (forse delusa dal fatto che si tratti unicamente di rimedi medici ed erboristici?) e la ricerca continua, anche affidandosi all’AI. Ma al momento anche l’Intelligenza Artificiale non ottiene risultati evidente…
Leggendo questi studi e localizzando il testo in Germania e il fatto che fosse stato attribuito a Bacone, mi viene da pensare che il Manoscritto Voynich sia in qualche modo legato agli studi di medicina naturale di Santa Ildegarda (di cui Bacone era un grande ammiratore)….


Complessivamente si tratta di un romanzo che si legge velocemente. Che lascia molti dubbi per le imprecisioni e le forzature. E che è destinato a invecchiare velocemente, perché se è vero che il testo contiene solo rimedi medici o indicazioni botaniche, il romanzo perderebbe tutto il suo mordente.
Sarebbe stato meglio quello che l’autore racconta nella postfazione: fare una storia del manoscritto dal momento della sua stesura ai giorni nostri. Maugenest non lo fece perché non era riuscito a raccogliere materiale esauriente, rimanendo con troppe domande. Eppure anche quelle domande sarebbero potute entrare nel testo. Così si miscela troppo finzione e realtà, forzando la verità verso una direzione non corretta…

Letto: 9-11 luglio 2026

Voto: 6 ½ al romanzo, 8 a Thierry Maugenest per aver acceso la curiosità sul Manoscritto MS 408, 5 alla copertina (è più bella quella francese), 0 alla realtà editoriale italiana che ha portato questa interessante casa editrice a spegnersi lentamente…

Stelle mozzafiato: **½ 

Recensioni in arrivo: 
Racconti di Natale di Diane Gaston, Laura Martin, Helen Dickson
L’incanto di un fiocco di neve di M. Scott Peck
La casa sulla collina di Nancy Hartwell
…E poi non rimase nessuno di Agatha Christie
Dimmi che mi ami di Johanna Lindsey
La ragazza che sognava la libertà di Clelia Lombardo
Il pipistrello di Mary Roberts Rinehart
Neve d’agosto di Clai Calleri
Il tesoro della montagna azzurra di Emilio Salgari
Glennkill di Leonie Swann
Kéraban il testardo di Jules Verne

In lettura:
Breaking dawn di Stephenie Meyer
La vista da Castle Rock di Alice Munro

*Questo articolo è stato scritto da una persona umana senza l'aiuto di nessuna AI. Il libro è stato letto nella sua interezza e la recensione riporta fedelmente le impressioni di chi scrive, dopo un'attenta analisi e uno studiato approfondimento. La trama, i dati, le citazioni e i riferimenti al testo sono da considerarsi veritieri.

Nessun commento:

Posta un commento