lunedì 5 ottobre 2026

#LibriVintage Talismano d'amore (1936) di Georgette Heyer, uno straordinario romance storico screziato di giallo.

Talismano d’amore

di Georgette Heyer

Dati tecnici:
Titolo originale: The Talisman Ring
Traduzione: Anna Luisa Zazo
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 249
Anno: 1936 (in Italia dal 1979)
Genere: romance storico screziato di giallo


Trama: 1793, Sussex, Inghilterra.
Il vecchio e tirannico Sylvester Lord Lavenham è in punto di morte. Il suo erede, il nipote Ludovic, è fuggito in Europa a causa di un’accusa di omicidio. Per salvaguardare la nipote Eustacie de Vauban, chiede al di lei cugino, il rigido Sir Tristram Shield, di sposarla. Tuttavia le nozze non si possono celebrare a causa della morte dell’anziano Lord e vengono rimandate.
Eustacie esulta, perché non ha alcuna voglia di maritarsi con il prosaico Sir Tristram, e per scampare al pericolo, fugge da Lavenham House per andare a Londra e trovare un lavoro come istitutrice (e sognare di far innamorare un giovane studente).
Ma tutto precipita quando la sua fuga viene interrotta da dei contrabbandieri in fuga dai gabellieri.
Chi è il biondo capo dei contrabbandieri? Perché si aggira propri attorno a Lavenham House? Cosa accadrà quando per proteggere la romantica Eustacie rimarrà ferito? 
Tristram non ha difficoltà a riconoscere nel contrabbandiere scavezzacollo proprio Ludovic e, memore anche delle ultime parole di Sylvester, si convince che il giovane non è affatto il colpevole dello spregevole omicidio, ma che è stato incastrato dal cugino Basil Lavenham. Ma come provarlo? E’ necessario dimostrare che è lui a custodire l’anello talismano andato perduto.
Con l’aiuto della brillante signorina Sarah Thane e del dolente Sir Thane suo fratello, il gruppo affronta poliziotti di Baw Street, attacchi notturni, cantine pericolose fino a quando…

Commento: Talismano d’amore è stato scritto da Georgette Heyer nel 1936 e miscela in maniera meravigliosa i due generi per cui l’autrice di Wimbledon è famosa: il romanzo storico con il mystery. Il tutto condito con uno humor delizioso. Pubblicato nel 1979 dalla Mondadori (la mia copia), è stato riedito da Astoria nel 2017 con la medesima straordinaria traduzione di Anna Luisa Zazo con il titolo L’anello.
Personalmente lo reputo uno dei romanzi più belli della Heyer, che rende felice anche solo ricordare di averlo sul comodino.


Le due coppie
Come accade in altri romanzi di Georgette Heyer (cito solo a titolo esemplificativo Pecora nera e Una donna di classe) le coppie protagoniste per l’intreccio romantico sono due: una molto giovane e l’altra più matura, creando un binomio che in parte può ricordare quello di Ragione e sentimento di Jane Austen.
In questo caso abbiamo da una parte Ludovic Levanham e Eustacie, romantici, ribelli, sognatori; dall’altra Sir Tristram Shield e la signorina Sarah Thane, più pragmatici (Sir Tristram) e ormai destinati ad una vita più tranquilla (Sarah Thane).
Nel corso del romanzo ci si interroga, però, su chi sia veramente la coppia romantica della storia: i due giovani innamorati che sognano e parlano di grandi avventure, o la coppia più prosaica, che non solo mette in atto le azioni più pericolose, ma vive un sentimento che, seppur taciuto, è molto più intenso di quello sbandierato, tanto da spingere poi Sir Tristram a promettere che sarebbe disposto di cavalcare “ventre a terra” per raggiungere la sua futura sposa quando e se dovesse essere in travaglio?


I dialoghi 
Un discorso a parte meritano i dialoghi di questo romanzo, che potrebbe essere anche, per come è realizzato, una commedia teatrale, dal momento che quasi l’intera narrazione si svolge presso la locanda ove è costretto Ludovic a causa delle ferite riportate durante lo scontro con i gabellieri.
Lo scambio di battute tra i personaggi è pungente, arguto e assolutamente esilarante.
Da applausi quello che intercorre tra Sir Tristram e la signorina Sarah Thane incentrato sulle disavventure amorose di Shield e sul suo disincanto verso l’amore romantico…


Il contesto storico e l’omaggio a La Primula Rossa della baronessa Orczy
Il libro inizia circa un mese dopo la decapitazione di Re Luigi XVI, avvenuta il 21 gennaio 1793, di conseguenza ci troviamo nel febbraio dello stesso anno.
Uno dei personaggi aggiunge anche che a breve toccherà anche alla Regina Maria Antonietta (che in effetti fu vittima della ghigliottina il 16 ottobre 1793).
La Rivoluzione Francese si sente solo come tamburo lontano, grazie ai ricordi della romantica Eustacie e per i commenti sui francesi fatti da vari personaggi. Interessante vedere che nei racconti della giovane Eustacie si citino episodi e contesti messi in luce da La Primula Rossa della Baronessa Orczy, pubblicato nel 1905, come se quei fatti fossero realmente accaduti.
“Quanti ho incontrato in Inghilterra giudicano assai romantico che io sia stata strappata al Terrore. (…) So di una famiglia che fuggì da Parigi in un carro di rape. E i soldati piantarono le loro baionette nelle rape”.
Qui si fa riferimento al primo capitolo del primo volume della celebre saga di Sir Percy e leggere un omaggio tale da parte di Georgette Heyer ad una delle autrici che amo di più mi ha emozionato…


Spiccioli di Storia – Bow Street Runners
Nel romanzo compaiono anche due poliziotti di Bow Street, che indagano presso la locanda dopo che una soffiata ha informato che lì si nasconde il latitante Ludovic Levanham. Le scene in cui i due agenti vengono giocati continuamente dai protagonisti sono ilari e assai divertenti e rappresentano alcuni dei capitoli più buffi del romanzo. 
Ma chi erano questi poliziotti? Curiosa come sempre indago e scopro che il Bow Street Runners è stato il primo corpo di polizia della città di Londra. Esso venne fondato nel 1749 da Henry Fielding ed inizialmente contava soltanto otto membri. I Bow Street Runners continuarono ad operare a Londra finché non vennero assorbiti nel 1839 dal nuovo Metropolitan Police Service, la polizia con giurisdizione su Londra nota come Scotland Yard per la sua sede centrale.


Complessivamente si tratta di un romanzo assolutamente straordinario, ricco di spunti ironici e con personaggi tratteggiati magnificamente. Il giallo, sebbene si comprenda chi è il colpevole molto presto, è costruito con maestria e il pathos è costante fino alla fine
Assolutamente consigliato.

(Ri)Letto: 11-26 giugno 2026

Voto: 9 al romanzo, 10 a Georgette Heyer per la narrativa ineguagliabile (quanto avrebbero da imparare le novelle regine dell’historical romance da questa scrittrice!), 9 all’iconica copertina di Karel Thole, 10 ad Astoria per aver ripubblicato questo gioiello assoluto.

Stelle mozzafiato: **** ½ 

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