La casa sulla collina*
di Nancy Hartwell
Dati tecnici:
Titolo originale: The Hills of Home
Traduzione: Elda Giroldo Inglese
Casa Editrice: Fratelli Fabbri Editore
Collana: I Darling Oro n. 17
Pagine: 252
Anno: 1958 (in Italia dal 1968)
Genere: romanzo per giovani adulti
Trama: Vermont, Anni Cinquanta.
Drucy Hewlitt, la più giovane di tre fratelli, si è appena diplomata. Il fratello maggiore Matt sta per sposarsi con Nora, sua cara amica della scuola, e la sorella Cecile vive a New York, studiando violino.
Le spese per le lezioni della sorella sono molto onerose per una famiglia che vive in una fattoria, e Drucy deve accantonare ogni suo sogno per aiutare la madre nella gestione di un ostello per sciatori.
La situazione diviene ancora più dolorosa per Drucy quando viene a sapere che TipTop, la meravigliosa casa tra i boschi dei Pace, è sommersa dai debiti e sta per essere venduta. Questo significa che Roger, il caro ragazzo che conosce da quando era piccola e verso il quale nutre un profondo sentimento, probabilmente non metterà mai più piede in Vermont.
Tra nevicate intense, ospiti inattesi, fotografie tenute nascoste, un giorno Drucy nota, prima di andare a dormire, delle luci accese a TipTop. Chi è arrivato? La banca ha requisito la casa? Qualcuno è entrato di soppiatto?
Senza esitazione, Drucy la mattina seguente si reca alla villa nei boschi e si ritrova davanti Roger…
La cover dell'edizione del 1958
Commento: Ho trovato La casa sulla collina di Nancy Hartwell nell’immensa biblioteca di mia mamma e ho subito provato un forte desiderio di leggerlo, sebbene non vi fosse scritta la trama. Tuttavia conoscevo la collana, I Darling Oro dei Fratelli Fabbri Editori (tra i piccoli grandi capolavori che ha pubblicato vi è anche Caro nemico di Jean Webster), ed avevo già letto un altro romanzo della stessa autrice pubblicato sempre in questa serie, Intermezzo messicano.
La lettura non mi ha delusa!
Sono rimasta incantata dallo stile, capace di coinvolgere dalla prima pagina e di far sentire il fascino e il freddo del Vermont. Scritto per giovani adulti, mi ha dato l’impressione di essere un romanzo sulla scia della splendida serie La Melagrana (di cui ho recensito vari titoli, tra cui La reginetta degli sci di Betty Cavanna, che mi ricorda molto questo volume) ma indirizzato ad un pubblico leggermente più maturo.
Chi è Nancy Hartwell?
Nancy Hartwell è lo pseudonimo letterario di Claire Wallis Callahan (10 aprile 1890 – aprile 1974) quando pubblicava romanzi per giovani adulti (usava anche lo pseudonimo Ann Kilborn Cole per saggi e cataloghi di antiquariato).
Come spesso accade per autrici degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta è assai difficile trovare informazioni su di loro e per Nancy Hartwell traggo qualche interessante spunto solo dalla nota scritta in uno dei suoi libri sull’antiquariato:
“L’autrice è nata e cresciuta a Philadelphia. Diplomatasi al Trinity College di Washington, lavorò per molti anni presso la redazione del Ladies’ Home Journal e di altri magazine importanti. Si è quindi trasferita in un piccolo cottage, una rimessa per carrozze ristrutturata, arredato con la sua collezione di oggetti d’antiquariato, nella tenuta della Country Forge Farm nella contea di Chester, in Pennsylvania, di proprietà di suo figlio”.
La scrittrice ha scritto con lo pseudonimo Nancy Hartwell undici titoli, di cui solo due sono stati tradotti in italiano (Intermezzo messicano del 1956 e La casa sulla collina del 1958). Attualmente non è ristampata neppure negli Stati Uniti, sebbene i suoi romanzi fossero stati estremamente apprezzati all’epoca della pubblicazione (tra il 1947, anno del suo romanzo di debutto Shoestring Theatre, e il 1962, con Something for Laurie).
#Spiccioli di musica: The Hills of Home
Il titolo originale del romanzo prende spunto dalla canzone The Hills of Home che viene anche intonata più di una volta nel corso della storia, creando non pochi moti di nostalgia e di riflessione alla giovane protagonista.
The Hills of Home fu scritta nel 1925 da Oscar J. Fox (musica) e Floride Calhoun (parole). Fu incisa nuovamente nel 1951 da Mario Lanza. Si tratta di una melodia nostalgica che evidenzia la malinconia di chi, vivendo in una casa nella prateria, ricorda le colline di casa, “le loro cime nuvolose velate da una pioggia nebbiosa, o dolcemente, debolmente azzurre, o coperte di neve”.
Il testo sarà molto importante per Drucy e la spingerà a rendersi conto qual è il suo vero desiderio…
#UnescoBook - Il violino Stradivari
Nel capitolo XVI l’anziano signor Geisler dona a Cecile “Il suo prezioso Stradivario, che ben pochi avevano avuto il privilegio di vedergli estrarre dalla custodia” (pag. 207).
Un regalo senza prezzo che premia questa fanciulla dal talento cristallino ma un po’ arrogante e egoista. Un finale insolito, perché tradizionalmente questi personaggi, che vivono sulle spalle degli altri pretendendo molto e dando poco, poi vengono puniti dalla sorte. Cecile, viceversa, non solo ottiene una borsa di studio in Italia (riuscendo infine a non pesare sulle spalle di Drucy) ma riceve anche questo strumento preziosissimo.
Personalmente mi ha fatto piacere ritrovare questo pezzo di storia italiana in un romanzo americano degli Anni Cinquanta, rendendo, tra l’altro, questo libro un piccolo #UnescoBook, perché l’artigianato tradizionale di violini a Cremona (così legato all’arte di Stradivari) è stata inserito nel Patrimonio Immateriale dell’Unesco nel 2012.
Complessivamente si tratta di un romanzo scritto bene e capace di coinvolgere fin dalle prime pagine. Scritto attraverso gli occhi di Drucy, porta il lettore a riflettere sui valori della vita e su quello che bisogna realmente cercare nella propria esistenza, i sacrifici che bisogna affrontare e quanto la famiglia sia il segreto per superare ogni difficoltà. Il finale, che non svelo, è emblematico…
Consigliato.
Letto: 11-20 luglio 2026
Voto: 7 ½ al romanzo, 8 a Nancy Hartwell per la narrativa, 2 alla copertina italiana che poco ha a che vedere con la storia, 0 alle moderne case editrici che hanno dimenticato questa penna molto affascinante che dovrebbe essere riscoperta.
Stelle mozzafiato: ****
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*Questo articolo è stato scritto da una persona umana senza l'aiuto di nessuna AI. Il libro è stato letto nella sua interezza e la recensione riporta fedelmente le impressioni di chi scrive, dopo un’attenta analisi e uno studiato approfondimento. La trama, i dati, le citazioni e i riferimenti al testo sono da considerarsi veritieri.






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