giovedì 15 febbraio 2024

#Libri Jane e lo Spirito del Male di Stephanie Barron, quarto capitolo delle Indagini di Jane Austen

Jane e lo Spirito del Male
(#04 della serie Le indagini di Jane Austen)

di Stephanie Barron

Dati tecnici:
Titolo originale: Jane and the Genius of the Place 
Traduzione: Alessandro Zabini
Casa Editrice: TEA
Collana: Narrativa TEA
Pagine: 323
Anno: 1999 (in Italia dal 2010)
Genere: giallo period – omaggio a Jane Austen 

Trama: Canterbury, 1805.
L’aristocrazia inglese si raduna nel Kent in occasione delle annuali corse di cavalli e la stessa Jane Austen, in visita al fratello Edward, è emozionata per questo avvenimento fuori dall’ordinaria quotidianità.
Tuttavia non è pronta alle drammatiche ore che stanno per succedersi, con il ritrovamento del corpo della scandalosa “dama in scarlatto”, una nobildonna francese malvista da molti.
Chi ha commesso l’atroce delitto? Quali le motivazioni? Cosa nasconde Mr Grey, il marito della vittima?
Il fratello di Jane Austen, giudice di pace della zona, è chiamato a organizzare le indagini e ancora una volta la scrittrice mette al servizio della comunità la sua arguzia, rinunciando a lasciare il Kent, minacciato dall’invasione napoleonica, pur di trovare una soluzione all’enigma…

Commento: Riprendo in mano la serie sulle Indagini di Jane Austen dopo tanto tempo (il terzo capitolo lo avevo letto nel gennaio del 2015!), perché personalmente non amo la penna della Barron. A mio avviso è troppo leziosa e troppo desiderosa di mettersi in mostra, quando invece il narratore dovrebbe mettere in primo piano la sua storia, non il vanto delle sue capacità narrative.
Questo giudizio rimane anche dopo aver letto il quarto capitolo della serie, nonostante io non possa non mettere in evidenza la cura nella ricerca di far combaciare gli eventi storici con le fantasie narrative della trama. 


Godmersham Park, la tenuta in cui viveva Edward Austen e
dove si svolgono moltissime scene del romanzo

Diario di Jane
Partiamo dal principio.
L’idea originale da cui partono i romanzi della Barron risiede nel fatto che la scrittrice (che si fa chiamare curatrice) dice di aver ritrovato degli antichi diari di Jane Austen nascosti in una soffitta e che li ha rispolverati, letti, corretti e mandati in stampa.
Pur essendo un artifizio letterario, si tratta comunque del punto di partenza da cui inizia il tutto.
Quindi i libri dovrebbero essere scritti come un diario di Jane Austen.
Ebbene, questo non accade.
Nessuno al mondo scriverebbe un diario in quel modo, perché NON è scritto come un diario ma come un romanzo in prima persona di Jane Austen.
Mi spiego, in un diario l’autore non si sofferma a spiegare dettagli noti a se stesso e richiami al passato relativi alla storia familiare (figuriamoci se si mette a scrivere dialoghi su dialoghi). Non lo fa, perché nel diario si trasmettono emozioni, pensieri, idee. Molte cose si danno per sottintese, perché l’autore (teoricamente l’unico a dover usufruire di tali pagine) non ha bisogno di spiegazioni.
Le parti più interessanti del romanzo, infatti, sono i paragrafi in cui Jane Austen parla del libro che sta scrivendo (Lady Susan) e delle possibili ispirazioni che può cogliere durante la sua avventura. Sfortunatamente sono molto pochi i passaggi dedicati a queste emozioni.


Il parco di Godmersham Park

Spiccioli di Storia – 1805 – Paura per un’invasione di Napoleone
E’ il secondo libro che leggo in pochi mesi (l’altro era Il colle delle genziane), in cui ci si sofferma sull’ansia vissuta dagli inglesi nel 1805 per un possibile ed imminente attacco della flotta di Napoleone.
Dal 1803 al 1805 Napoleone formò, infatti, un esercito di 200.000 uomini, noto come Armée des côtes de l’Océan (Armata delle Coste dell’Oceano) o Armée d’Angleterre (Armata d’Inghilterra), che si addestrò sui campi presso Boulogne, Bruges e Montreuil, con l’intenzione di invadere il Regno Unito.
Tale campagna, che se fosse stata portata a termine avrebbe molto probabilmente cambiato le sorti di Napoleone, era nota agli inglesi (che vivevano in costante paura dell’avvicinarsi della flotta) e ovviamente al governo, che mise in atto tutte le contromisure possibili per evitare lo scontro.
L’invasione fu sventata e Napoleone non mise mai piede sul suolo britannico.
Ma… 


Le esercitazioni dell'esercito di Napoleone a Boulogne

Attenzione spoiler! – Il colpevole è davvero… colpevole?
Devo dire che sono rimasta piuttosto sconcertata dal modo in cui viene trattato il colpevole. Sorvolando sul fatto che il grande ‘colpo di scena’ sui movimenti della signora Grey non c’è stato, perché non è stato mascherato come avrebbe dovuto, quello che lascia attoniti è il comportamento verso l’assassino.
ATTENZIONE SPOILER
Al termine delle indagini si scopre che il vero colpevole è Mr Sothey, all’apparenza un curatore di giardini (colui che cerca di ascoltare il genius of the place per poi creare il giardino ideale per ogni posto). In realtà egli è al soldo del Governo (una sorta di agente segreto ante litteram) e deve impedire che la signora Grey passi vitali informazioni a Napoleone.
L’omicidio, di fatto, gli è stato ordinato. Brutale, violento, impressionante? Non cambia. Lo ha fatto per salvare il Regno. Invece viene punito. E nessuno sembra obiettare a questo. Solo Jane Austen si interroga su cosa sarebbe cambiato se l’omicidio fosse stato perpetrato in un’azione di guerra.
Ebbene, lo spionaggio è guerra. Sotterranea. Ma guerra.
Non facciamo finta di non saperlo. O di scandalizzarci perché la vittima è una donna. Agli occhi degli inglesi dell’epoca la signora Grey, scoperte le sue azioni a favore di Napoleone, sarebbe stata vista come una nemica pericolosissima e Mr Sothey sarebbe stato visto come un eroe. Punto.


Edward Austen Knight

Complessivamente il libro non mi è neppure dispiaciuto troppo. So che questa serie piace moltissimo, e reputo questo giudizio esagerato. Io, con tutti i lati negativi che ho citato, l’ho trovato interessante dal punto di vista storico perché sicuramente su questo la Barron ha sicuramente fatto notevoli ricerche.
Leggerò anche il quinto capitolo (tenterò di impiegarci nove anni come tra il terzo e il quarto!), perché se inizio una serie mi piace portarla a termine (anche se in Italia non sono stati tradotti tutti i libri, e forse allora non sono solo io ad aver trovato delle pecche notevoli).
Consigliato agli amanti di Jane Austen che non si fanno troppi problemi di stile e di dissonanze.

Letto: 11 novembre – 2 dicembre 2023

Voto: 6 al libro; 4 a Stephanie Barron, 6 alla copertina.

Stelle mozzafiato: **½  

Recensioni in arrivo:    Un’eccentrica Mary di S.M. Klassen (in lettura)
                                        Cory ricama un sogno di Mildred Lawrence (letto in agosto e ancora da recensire!)

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