L’ombra sul balcone
(#08 della serie Il Club dei Sette)
di Enid Blyton
Dati tecnici:
Titolo originale: Three cheers, Secret Seven
Traduttore: Vanna Mina
Casa Editrice: Mursia
Collana: Corticelli n. 177
Pagine: 101
Anno: 1956 (in Italia dal 1972 – la mia edizione è del 1986)
Genere: romanzo gialli per ragazzi
Trama: Inghilterra. Anni Cinquanta.
Le giornate monotone del Club dei Sette vengono improvvisamente animate dall’entusiasmo per un dono ricevuto dall’America da Susie (sì, proprio lei, l’odiata sorellina di Jack): un meraviglioso aeroplano.
Susie acconsente che anche i ragazzi del Club possano giocarci e il gruppo va in una radura poco lontano per provare questo regalo inaspettato.
Tutto si complica quando l’aeroplano travalica il muro di cinta di una casa al momento disabitata. Come fare per recuperarlo? Ancor di più perché il guardiano, uno scorbutico giardiniere, proibisce categoricamente al Club dei Sette di entrare?
Peter entra furtivo nella proprietà ed individua quasi subito l’aeroplano su un balcone della villa. Ma si accorge anche che la casa non è affatto chiusa e che qualcuno ha acceso una stufa al primo piano.
Cosa nasconde il giardiniere? Quali i loschi traffici si perpetrano tra quelle mura?
Il Club inizia ad indagare e tra casupole umide, nonne tenere e severi direttori di banca, infine si scoprirà che…
Commento: L’ombra sul balcone (conosciuto anche come Tre urrà per il Club dei Sette) è l’ottavo romanzo (su 15) dell’amatissima serie Il Club dei Sette, firmata da Enid Blyton (già autrice di un’altra serie gialla per ragazzi di straordinario successo, La banda dei cinque), di cui ho già recensito vari romanzi tra cui Il garzone di stalla, Il violino rubato e La grotta del mistero. Della stessa autrice ho recensito anche Le disavventure di Mister Twiddle (1942).
Ancora una volta il giallo è molto ben costruito, i personaggi sono di grande empatia (compresa l’antipatica Susie) e la scrittura, seppur semplice, è ricca di parole e di costruzioni affascinanti.
Il politically correct – E’ davvero sessista?
Negli ultimi tempi anche Enid Blyton non è rimasta immune dalla mannaia del politically correct. L’accusa principale: i suoi romanzi sono sessisti.
Vero?
Dopo averlo letto, io sono di parere completamente opposto.
E’ vero, le azioni più pericolose vengono intraprese dai ragazzi, a partire dai sopralluoghi notturni in posti pericolosi. Ma questo è da leggersi unicamente come un modo per proteggere le ragazze, per non far correre loro rischi a volte quasi imprudenti.
Per il resto le ragazze sono tenute in altissima considerazione all’interno del club. Già il fatto stesso della loro presenza (i membri femminili sono tre: Janet, Pam e Barbara), indica come il Club sia ricco di sfaccettature.
Ovvio. E’ un romanzo degli Anni Cinquanta e come bambini di quell’epoca si muovono (e spero bene!).
Ma il bello del libro è proprio l’azione corale, il gruppo e l’emozioni di tutti.
La stufa accesa...
A pag. 139 George, parlando della stufa accesa notata da Peter dentro alla casa disabitata, dice: “Bisognerebbe spegnerla: è un enorme spreco di gas e potrebbe anche provocare un incendio”.
Questa frase mi ha colpito molto, perché, mentre si vuole eliminare la lettura di Enid Blyton dalle biblioteche dei ragazzi, si scopre che la scrittrice dimostra in maniera lampante che le idee contro lo spreco di risorse non è una scoperta degli ultimi anni, ma qualcosa che affonda le radici molto più a fondo nell’essere umano (il che è anche ovvio e naturale, perché senza la custodia delle risorse la vita dell’uomo non sarebbe andata molto avanti fin dall’Era glaciale).
Tutta la missione del Club dei Sette è puntata su questo: spegnere la stufa ed evitare che i padroni di casa, magari per una dimenticanza al momento della chiusura, sprechino gas…
Un pensiero ‘moderno’ in un’autrice etichettata come ‘antiquata’.
Mi domando, ma chi accusa la Blyton, l’ha anche letta o sbandiera solo slogan, così, a vanvera?
#Spoiler – Il gran cuore del Club dei Sette (e di Susie)
Il finale è di una bellezza sopraffina.
Quando si scopre chi ha acceso la stufa e perché, viene fuori tutto il grande cuore di questi ragazzi intrepidi. Fanno una riunione speciale solo per raggruppare tutti i loro averi, raccolti nel corso dell’anno per le più svariate esigenze personali, per donarli a Grim e alla moglie. Al Club dei Sette si unisce, per una volta, anche la guastafeste Susie, che apre il suo salvadanaio e dà a Jack i suoi soldi da unirsi a quelli del Club.
Quanto riusciranno a raccogliere? Non ha importanza.
E’ la nobiltà del gesto, è il mettere gli altri al primo posto, è il concentrarsi sull’aiuto che si può dare con quello che si ha, che rende questi ragazzi splendenti.
Un insegnamento meraviglioso verso i giovani d’oggi così spesso capricciosi e concentrati unicamente su TUTTO quello che possono e devono avere, senza attese e senza generosità.
L’encomio di padre di Peter e Janet riassume perfettamente questo pensiero: “Siete una squadra di monelli ficcanaso, è vero, ma la vostra mente e il vostro cuore sono retti, e alla fin fine agite bene”.
E quanto orgoglio c’è in questa voce, da parte di un padre che sa essere anche una guida e un esempio costante per i suoi figli…
Spiccioli di costume – La regina Elisabetta
A pag. 124 il giardiniere Grim esclama: “Non vi lascerei entrare neppure se (l’aeroplano) appartenesse alla regina d’Inghilterra”.
Il romanzo è stato scritto nel 1956, quindi la Regina altri non era che Elisabetta II.
E’ impressionante come questo libro vintage, che racconta in maniera meravigliosa l’adolescenza di un gruppo un po’ monello ma dal cuore d’oro, sia stato scritto sotto il regno della stessa Regina che abbiamo conosciuto, rispettato e ascoltato fino a pochi anni fa…
Una particolarità che avevo notato anche nello splendido Il grande dono di Maria Grengg del 1954.
Complessivamente si tratta di un romanzo molto bello, scritto bene e capace di veicolare dei valori importanti per i giovani. La lettura avvince e le illustrazioni originali di Derek Lucas sono deliziose. Consigliatissimo.
Il commento di mio figlio (attenzione spoiler):
“Il personaggio che mi è piaciuto di più è stato Peter perché ha saputo rispondere e difendersi dal Signor Framtom e dal giardiniere Grim, ha capito che Grim aveva fatto tutto quello per sua moglie quindi aveva un cuore d’oro ed è stato (come sempre) un bravo leader.
La scena che mi è piaciuta di più è stata il gran finale quando scoprono che dentro alla casa c’era Grim e sua moglie, perché nella loro casupola c’era la muffa ed era bucato il tetto.
Un’altra scena che mi è piaciuta è quando tutti i membri del Club dei 7 vogliono dare ai signori Grim tutti i loro risparmi, questo indica che tutti noi dobbiamo aiutare tutti, anche quelli che ci stanno antipatici, perché hanno bisogno di aiuto.
Il mio voto quindi è 10 e lodeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”.
Letto: 23 ottobre – 19 novembre 2025
Voto: 8,5 al libro; 10 a Enid Blyton per aver creato questa serie, 10 alle illustrazioni di Derk Lucas
Stelle mozzafiato: ****
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