I pupazzi di neve
(#01 della serie Il Club dei Sette)
di Enid Blyton
Dati tecnici:
Titolo originale: The Secret Seven
Traduttore: Vanna Mina
Casa Editrice: Mursia
Collana: Corticelli n. 168
Pagine: 99
Anno: 1949 (in Italia dal 1971 – la mia edizione è del 1985)
Genere: romanzo gialli per ragazzi
Trama: Inghilterra. Gennaio, fine Anni Quaranta.
E’ passato da poco il Natale. Il Club dei Sette non si riunisce da qualche settimana perché nulla di emozionante si profila all’orizzonte. Peter, il leader del gruppo, decide che è arrivato il tempo di incontrarsi nuovamente, anche solo per giocare con la neve.
In compagnia del cocker Scamper, i sette amici si riuniscono quindi per creare dei bellissimi pupazzi di neve in una campo poco fuori del villaggio.
Complice un distintivo caduto mente giocavano, Jack tornerà in piena notte nel luogo in cui avevano giocato ed è testimone di movimenti assai misteriosi…
Tra orme di pneumatici, rumori sospetti e indagini approfondite, i sette amici scopriranno infine che...
Commento: I pupazzi di neve (conosciuto anche come Il Club segreto dei Sette) è il primo romanzo (su 15) dell’amatissima serie Il Club dei Sette, firmata da Enid Blyton (già autrice di un’altra serie gialla per ragazzi di straordinario successo, La banda dei cinque), di cui ho già recensito vari romanzi tra cui Il garzone di stalla, Il violino rubato, La grotta del mistero e L’ombra sul balcone. Della stessa autrice ho recensito anche Le disavventure di Mister Twiddle (1942).
Si tratta della prima avventura, quindi è anche un romanzo introduttivo sui personaggi e sui loro ruoli all’interno del gruppo.
Peter il leader, Jack la sua spalla
Il leader indiscusso è Peter. E’ lui che convoca le riunioni, è lui che decide il da farsi. Tutti lo ascoltano e seguono le sue direttive. E al tempo stesso è a lui che si rivolgono non appena accade qualcosa di insolito o di incongruente, come fa Jack quando è testimone dei loschi movimenti accanto ai pupazzi di neve.
Jack è sicuramente il braccio destro di Peter. Viene scelto ogni volta che Peter ha bisogno di un compagno per mettere in atto un’azione pericolosa. Tra i due scorre fiducia reciproca e un’amicizia salda.
Le ragazze hanno un ruolo determinante nelle indagini, grazie al loro acume e la loro attenzione ai dettagli (con buona pace di chi dichiara questi romanzi sessisti. La verità è che la Blyton non denigra assolutamente le donne. Divide solo i ruoli in base alle capacità di ognuno).
Interessante come George rimanga un po’ nell’ombra (all’inizio Peter quasi non si ricordava che lui era il settimo membro).
E’ in questa storia che la madre di Peter e Janet suggerisce loro di usare il vecchio capannone come loro sede.
Jack di notte, mentre cerca il suo distintivo,
è testimoni di oscuri movimenti
è testimoni di oscuri movimenti
Peter mostra il disegno delle impronte di pneumatico
realizzato da Janet
realizzato da Janet
Spiccioli di costume - Il buon re Venceslao
Mi ha colpito che la parola d’ordine per accedere alle riunioni sotto il periodo natalizio fosse stata Venceslao “perché ci occorreva un termine festoso” (pag. 10).
Mi ha colpito che la parola d’ordine per accedere alle riunioni sotto il periodo natalizio fosse stata Venceslao “perché ci occorreva un termine festoso” (pag. 10).
In Italia questa figura è poco nota, al di fuori della carola natalizia Good King Wenceslas il cui testo è stato scritto nel 1853 dal reverendo britannico John Mason Neale (1818-1866), che lo adattò alla melodia di Tempus adest floridum, un canto di primavera del XIII secolo, apparso nella raccolta finlandese del 1582 Piæ Cantiones.
Quello che è meno noto è che è una canzone che si suona soprattutto il giorno di Santo Stefano. Il 26 dicembre è, nei Paesi britannici, il Boxing Day, ovvero il giorno dedicato alla carità e al “buon re” Venceslao (907-935), santo patrono della Repubblica Ceca e della Boemia morto martire (fu ucciso perché tentava di cristianizzare il suo Paese), celebre per la sua bontà e generosità.
Il fatto che la Blyton abbia associato questo personaggio al Club dei Sette dopo pochissime pagine dall’inizio del romanzo, indica come volesse associare ai sette amici valori di generosità e dedizione agli altri attraverso le loro piccoli grandi avventure.
#Spoiler – Un finale affascinante
Ho trovato il finale estremamente affascinante.
I malfattori, infatti, avevano rubato un cavallo da corsa, Kerry Blue, e lo tenevano nascosto per ridipingerlo e farlo poi correre sotto un altro nome.
Se da una parte i Sette vedono in questo gesto un maltrattamento nei confronti degli animali (con un’acutezza estremamente moderna, sempre con buona pace dei critici della Blyton che a mio avviso non l’hanno mai letta), dall’altra è interessante vedere come il problema del contrabbando dei cavalli da corsa alla fine degli Anni Quaranta fosse un serio problema in Gran Bretagna.
Il furto di cavalli da corsa in Gran Bretagna divenne degno di nota durante la Seconda Guerra Mondiale per colpa delle attività della criminalità organizzata nelle scommesse ippiche.
Nonostante le restrizioni belliche, infatti, l’ippica rimase popolare. Tuttavia, la chiusura di molti ippodromi favorì la nascita di un mercato nero e di incontri non autorizzati dove circolavano cavalli di dubbia provenienza o sostituiti illegalmente.
Gruppi criminali come la Sabini Gang e i Birmingham Boys erano attivi negli ippodromi britannici, utilizzando violenza e intimidazione per controllare il racket delle scommesse, inclusi tentativi di manipolare i risultati tramite il furto o la sostituzione di cavalli.
Bello vedere come questo romanzo per ragazzi abbia messo in risalto questo problema e come Sette giovani investigatori, come il buon re Venceslao, si adoperino per salvare il cavallo maltrattato…
Peter e Jack in azione
Complessivamente si tratta di un romanzo estremamente divertente, ricco di buoni sentimenti e di avventura adrenalinica. Il tutto impreziosito da un linguaggio ricco e articolato e dagli splendidi disegni di Derek Lucas. Consigliatissimo.
Il commento di mio figlio (attenzione spoiler):
“Questo libro mi è piaciuto perché era la prima missione del C7 quindi prima di leggerlo mi dicevo che doveva essere emozionante e così è stato.
Il C7 voleva trovare una vera missione, ossia sgamare un ladro o scoprire un segreto, ma non la trovavano e per divertirsi si misero a fare i pupazzi di neve. Meno male che cadde il distintivo a Jack perché così il bambino poté scoprire che qualcuno stava portando una persona, animale o cosa in una casa custodita da un vecchio sordo. Jack mandò una lettera a Peter (il capo del C7) per fargli indire una riunione.
Dopo un astuto piano, il C7 smascherò i malviventi e scoprì anche chi avevano rapito: un cavallo da corsa, il famoso Kerry Blue. Infine chiamarono la polizia che arrestò i malviventi e ridiede il cavallo da corsa ai legittimi proprietari.
Il mio momento preferito è quando Peter e Jack scoprono il cavallo nella cantina, perché quello voleva dire coraggio.
Il mio personaggio preferito è stato Jack, perché ha avuto coraggio a uscire di casa mentre era sotto la supervisione della signora che badava a lui e a sua sorella. Quella signora era cattivissima. Se l’avesse scoperto, Jack forse non avrebbe fatto più parte del C7 e quindi sarebbe dovuto diventare C6.
Il mio voto è 10 e lodeeeee!!!!!!”.
Letto: 24 novembre – 23 dicembre 2025
Voto: 8,5 al libro; 10 a Enid Blyton per aver creato questa serie, 10 alle illustrazioni di Derk Lucas.
Stelle mozzafiato: ****
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